ARZACHENA Maestoso, superbo. Il nuraghe della Prisgiona, sulla cima della collina di Capichera, si gode una fama da star. Un successo condiviso con gli altri siti fratelli che formano il parco archeologico. I turisti, soprattutto stranieri, prendono d'assalto la rete dei siti gestiti dal Comune attraverso la sua municipalizzata Geseco e due coop, Anemos e Lithos. Nel 2013 solo il nuraghe, oggi oggetto di una interessante campagna di scavo portata avanti dalla Soprintendenza, ha raggiunto 46mila visitatori. E sempre La Prisgiona, grazie ai servizi di accoglienza e alla visita guidata in più lingue, ha ricevuto il certificato di eccellenza di Trip advisor. «I numeri eccellenti del 2013 saranno superati da quelli di quest'anno commenta il delegato alla Cultura Antonello Fresi . Giugno ha confermato i dati dello scorso anno, luglio e agosto registrano alcuni punti percentuali di crescita. Arzachena anni fa cominciò a investire nel turismo culturale. E noi crediamo molto in questo settore e cerchiamo di potenziarlo. È vero, i turisti vengono qui per il mare, ma chiedono sempre di più cultura, storia, identità. La spiaggia non basta più e noi dobbiamo dare risposte a questa esigenza. Questi risultati di presenze devono essere uno stimolo a migliorare. E il successo va condiviso con lo staff dei siti che con la sua professionalità è il vero valore aggiunto della nostra offerta». A trainare il viaggio nella storia le due star dell'archeologia arzachenese, il complesso nuragico della Prisgiona e la tomba dei giganti di Coddu Ecchju, una delle meglio conservate di tutta l'isola. «Ma tutto il parco archeologico ha dato prova di avere un fortissimo richiamo turistico conclude Fresi , oltre a confermarsi fra le ricchezze culturali più importanti del territorio». (se.lu.)