Estate con misteriose chiazze marroni e schiuma. Per l'Arpac va tutto bene NAPOLI - Bagni della Regina Giovanna, al Capo di Sorrento, 3 luglio: il mare a ridosso degli scogli è un immondezzaio. Baia di Ieranto, Massa Lubrense, 20 agosto: il blu delle onde è punteggiato da vaste macchie biancastre, che appaiono schiume. Baia di Alimuri, tra Vico Equense e Meta di Sorrento, 30 giugno: il mare appare tra il marroncino ed il verdastro. Sono alcune delle foto inserite dal Wwf a corredo dell'esposto che è stato inviato alla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, affinché faccia luce, sottolinea il presidente del Panda in costiera, Claudio d'Esposito, sulle cause di quella che definisce una pessima estate, per il litorale sorrentino. Premessa necessaria, per inquadrare al meglio il caso, è che secondo l'Arpac, l'agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, istituzionalmente deputata a verificare la qualità delle acque di balneazione, il mare tra Vico Equense e Massa Lubrense è in gran parte di qualità eccellente. Coliformi fecali ed escherichia coli si mantengono ben al di sotto, stando alle analisi ufficiali dell'Arpac, dei valori oltre i quali scatterebbe il divieto di balneazione. Fino a prova contraria, dunque, il mare della costiera non può essere definito inquinato. Sporco sì, non di rado, e le immagini scattate dal Wwf lo testimoniano in maniera inequivocabile. «I giorni di acqua pulita sono stati pochissimi quest'estate», sottolinea D'Esposito. Le cause? Il ventaglio delle ipotesi è amplissimo. Tra esse: correnti sfavorevoli, rifiuti gettati dalle imbarcazioni o trascinati a mare dalla risacca, fioriture di mucillagini. Il Panda, però, non esclude che possano esserci anche altre questioni, sulle quali sollecita le indagini della Procura della Repubblica di Torre Annunziata. In particolare, auspica che si verifichi se ci sono scarichi abusivi e se funzionano correttamente e depurano al meglio gli impianti attualmente gestiti dalla Gori. Sono, questi ultimi, la condotta sottomarina di Punta Gradelle, che convoglia circa un chilometro al largo ed a settanta metri di profondità i reflui di Vico Equense, Meta di Sorrento, Piano, Sant'Agnello; il depuratore di Sorrento; l'impianto di depurazione di Massa Lubrense. Continua a far discutere, dunque, la questione mare in costiera, mentre si attende il completamento e l'entrata in esercizio del nuovo depuratore di Punta Gradelle, prevista per la fine del 2015. L'impianto tratterà le acque nere di tutti i comuni tra Vico e Sorrento. Il depuratore tuttora in funzione a Sorrento diventerà una stazione di sollevamento. Il nuovo depuratore avrebbe dovuto essere già in funzione, ma i lavori sono rimasti fermi per quasi due anni. Sono ripresi a maggio.