Milano, 6 agosto 2014 On. Dario Franceschini Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Via del Collegio Romano 27 Roma Lettera aperta al Ministro Dario Franceschini sulla riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo Signor Ministro, ICOM Italia apprezza e condivide lo spirito della riorganizzazione del Ministero da lei proposta. Come organizzazione dei professionisti dei musei non possiamo che condividere alcuni aspetti centrali del disegno complessivo che ci riguardano in modo particolare: - la creazione di una nuova Direzione Generale Musei, pur dissentendo dall'esclusione dei musei archeologici dalle sue dipendenze; - la ripresa integrale della definizione di museo dell'ICOM, internazionalmente riconosciuta, e la formulazione dell'art. 34 del Decreto che ne definisce finalità, funzioni, struttura organizzativa, nuovamente esprimendo sorpresa per l'assenza dei musei archeologici dai poli museali regionali; - il riferimento esplicito agli standard elaborati dall'International Council of Museums per la gestione dei musei, - l'assegnazione del massimo status amministrativo a un numero limitato di musei di rilevante interesse nazionale, pur non entrando nel merito né del loro numero né della loro scelta, ma considerando questa decisione una buona premessa per attribuire il rango di museo "nazionale" anche a musei non statali di pari livello e importanza; - la scelta dei loro direttori effettuata tramite selezione pubblica, che viene così parificata alle procedure attuate da tutti i grandi e medi musei pubblici e privati; - la creazione di poli museali regionali che favoriscono la creazione di sistemi integrati con i musei non statali sia pubblici sia privati. Sono tutti aspetti che, a nostro giudizio, segnano una reale inversione di tendenza rispetto alla cronica sottovalutazione dei musei da parte della normativa statale e che rispondono positivamente a proposte e rivendicazioni che i professionisti museali hanno sostenuto dai tempi della Commissione Franceschini in poi. E che, per quanto ci riguarda, hanno sempre visto ICOM Italia in prima fila in tutte le sedi e occasioni possibili nel sostenere che da parte della normativa statale fosse attribuito ai musei uno status pari a quello degli archivi e delle biblioteche, che ad essi venisse riconosciuta l'autonomia propria di un istituto della cultura, assegnato un proprio direttore e tutte le figure professionali previste dagli standard internazionali, dal Codice etico per i musei dell'ICOM e dalla Carta nazionale delle professioni museali. Crediamo anche che queste scelte, se adeguatamente applicate, pongano le effettive premesse per la creazione di sistema museale italiano, che finalmente superi la storica divisione fra musei statali e "non statali" attraverso la creazione di sistemi integrati su scala regionale. Le nostre proposte in materia sono andate oltre: pensiamo che si debba addivenire alla creazione di sistemi integrati fra musei, archivi e biblioteche nel quadro di accordi fra Stato e regioni che riorganizzino l'intero modello di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Se anche le proposte presenti nella riorganizzazione del MIBACT non lo prevedono, pensiamo che la creazione di poli museali regionali possa costituire un primo passo in questa direzione. Non condividiamo i timori che dall'autonomia assegnata ai musei possa derivare un distacco dal territorio, peraltro chiaramente indicato tra le loro funzioni dalla lettera e) dell'art. 34, e siamo anzi convinti che questo rapporto possa uscire rafforzato riconoscendo ai musei il ruolo di presidi territoriali della tutela. Un ruolo che, a nostro parere, potrebbe essere attribuito anche ai musei non statali nel quadro della creazione di sistemi regionali integrati e di quegli accordi di valorizzazione previsti dal Codice dei beni culturali fra Stato e Regioni di cui abbiamo sempre lamentato la mancata attuazione. Sono molti altri i nodi che la riorganizzazione si propone di sciogliere. Condividiamo nei loro aspetti generali le scelta delle priorità e delle linee d'azione da lei individuate. Su molti aspetti del Decreto nutriamo invece delle perplessità che evidenzieremo in un documento più articolato e di dettaglio, nella convinzione che il provvedimento possa essere migliorato in molti suoi punti, come pensiamo stia già avvenendo. Ci limitiamo qui a sottolineare alcuni aspetti di fondo che sono emersi dal nostro confronto interno: 1. l'integrazione fra cultura e turismo è certamente da perseguire, a condizione che si tratti di un'integrazione e non di una subordinazione della prima a favore del secondo e che si persegua l'obiettivo di un turismo realmente sostenibile che valorizzi il patrimonio culturale materiale e immateriale in tutte le sue dimensioni, compreso il patrimonio demoetnoantropologico che, al di là dell'esistenza dell'Istituto centrale ad esso dedicato, non trova altro spazio nell'enunciato del Decreto; 2. la semplificazione della linea di comando ci sembra un fatto certamente positivo che elimina la disfunzionale doppia dipendenza delle Soprintendenze dalle Direzioni centrali e da quelle regionali. Ci sembra tuttavia che il decongestionamento dell'amministrazione centrale avrebbe potuto portare a una riduzione delle Direzioni generali il cui numero resta elevato, osservando anche che fra alcune di esse esiste una sovrapposizione di ruoli che potrebbe essere evitata. Ci auguriamo soprattutto che in tutte prevalga uno spirito di servizio all'intera struttura del Ministero e che si superi quella dannosa tendenza al centralismo che ne ha storicamente costituito un limite; 3. la riorganizzazione degli uffici su scala regionale ci sembra possa essere ulteriormente migliorata, definendo come maggiore chiarezza ruoli e poteri delle strutture collegiali e riducendo, o addirittura sopprimendo, il ruolo del Segretario regionale. Speriamo anche che dalla soppressione delle Direzioni regionali possa prodursi un potenziamento degli organici delle Soprintendenze, riducendo al minimo le funzioni di coordinamento amministrativo; 4. non condividiamo le perplessità di molti sull'accorpamento delle Soprintendenze, sorpresi tuttavia che esso non coinvolga quelle archeologiche da un lato e, dall'altro, dall'attribuzione del ruolo di Soprintendete archivistico al Direttore dell'Archivio di stato del capoluogo di regione. Riteniamo comunque che si debba avere la massima cura nel potenziare il ruolo delle Soprintendenze, salvaguardando la specificità delle professionalità al loro interno attraverso un'organizzazione in uffici competenti per materia e potenziando al tempo stesso la collegialità delle decisioni a tutto favore di una pratica di tutela del patrimonio culturale più efficace perché maggiormente integrata; 5. ci auguriamo che lo sviluppo dell'innovazione e della formazione produca i risultati indicati e si potenzi in particolare l'innovazione in campo tecnologico, riducendo il grave ritardo esistente soprattutto nel campo dell'informatizzazione e della digitalizzazione del patrimonio culturale. Signor Ministro, nell'augurarle di procedere con la maggior speditezza possibile nel varo del Decreto, non vorremmo che questo riducesse le sue possibilità di ascolto dei contributi che da molte parti le provengono. Anche ICOM Italia, se lo vorrà, è a sua disposizione per offrirle il nostro contributo di idee e proposte, assicurandole anche la nostra attiva partecipazione, attraverso in nostri Coordinamenti regionali e le nostre Commissioni tematiche, alla futura attuazione del Regolamento di riorganizzazione. Daniele Jalla Presidente di ICOM Italia