Un cipresso e un bagolaro fotografati in 3D. Due rarità botaniche nel cuore di un sito unico qual è la Latomia dei Cappuccini. Uno studio che Italia Nostra, l'associazione che gestisce l'area archeologica e naturalistica in convenzione con il Comune, ha caldeggiato nel segno di quella valorizzazione del sito che è alla base dell'accordo. Per questo, l'associazione guidata da Lucia Acerra ha inoltrato alla SOpRINTENDENZa la richiesta di inserimento nell'Albo degli alberi monumentali di due esemplari secolari: un cipresso e un bagolaro, appunto, che maestosamente abbelliscono il giardino sotterraneo. «Nell'ambito della sinergia in atto tra le istituzioni culturali - dice la professoressa Acerra - è stato attivato un proficuo rapporto di collaborazione tra il laboratorio della Rappresentazione della Struttura didattica speciale di Architettura e la nostra associazione, che ha in affidamento la Latomia dei Cappuccini, il cui "verde" è di notevole interesse per la varietà di specie presenti e, soprattutto, per la morfologia che gli individui vegetali presentano in tale particolarissimo contesto». Due le "star" fotografate: il grande cipresso posto alla fine della scalinata di accesso che ha un diametro di 3 metri e il bagolaro addossato all'alto pilastro di roccia (circonferenza di 4 metri) alla destra del cipresso. Attraverso l'intervento del laboratorio della Rappresentazione di Architettura i cui responsabili scientifici sono i docenti Giacinto Taibi e Rita Valenti, con l'apporto dell'architetto Sebastiano Giuliano, è stata eseguita la misurazione dell'altezza di questi esemplari mediante una serie di stazioni di rilevamento con una sofisticata e modernissima apparecchiatura: il laser scanner 3D, di cui è dotato il Laboratorio della facoltà aretusea. i. d. b. 22082014