La città dei Templi ha registrato due turisti d'eccezione in questi giorni. Si tratta del presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza e del direttore del Vorderasiatisches Museum di Berlino, Markus Hilgert, in visita entrambi, tra mercoledì e ieri, alla Valle dei Templi, al Giardino della Kolymbethra e alla Scala dei Turchi. A colpire maggiormente il primo, la netta separazione tra la città, che definisce "maltrattata" e il sito ARCHEOLOGICO agrigentino, "area di altissimo valore storico, paesaggistico e culturale". Un'impressione che investe anche il suo giudizio sul fenomeno di rilevanza nazionale dell'abusivismo edilizio intorno al sito: «è indice di una mancanza di cultura sociale condivisa - afferma. La presenza di un numero così cospicuo di costruzioni, circa 500, è segno di un abuso di un bene comune di cui non si comprende la portata per l'intera comunità. E' una ferita - prosegue - che rompe la bellezza storica e l'idea del sito come volano economico». Il presidente Dezza, da un lato boccia il centro cittadino, dall'altro premia il sito della Valle dei Templi, la gestione dell'ente Parco e la politica di sviluppo agricolo al suo interno. «Quel che ho notato è che il flusso turistico della Valle - sottolinea - non si riflette sulla città, non curata e maltrattata, priva dei segni di un'accoglienza turistica». Parole d'elogio riserva invece al Giardino della Kolymbethra e al lavoro definito "intelligente" di recupero del Fai: «un gioiello inestimabile, uno scrigno - commenta - in cui si ha la dimensione dell'intera Valle, dell'agricoltura di qualità, della conservazione del paesaggio, della biodiversità, e di quella storia testimoniata dall'antica piscina di Akragas e dal suo uso che ci fa comprendere di essere nani sulle spalle di giganti». Per Markus Hilgert direttore del museo delle antichità del vicino oriente antico) nella foto a destra con la moglie e Lo Pilato, presidente agrigentino del Fai): «Agrigento e gli agrigentini dovranno avere la capacità di trasmettere ai visitatori la consapevolezza che, evento raro al mondo, nello stesso sito è possibile un'unica esperienza: passeggiare nel giardino della Kolymbethra, attraversare un parco tra i reperti della Valle dei Templi e conoscere 2600 anni di storia tra la Valle e il colle di Girgenti. Allora sarà possibile anche proseguire con maggiore energia e risorse nella ricerca e negli scavi. I giovani studenti universitari di archeologia e beni culturali - conclude - siano coinvolti nell'accoglienza per offrire competenze e approfondire gli studi sul sito». Immancabile, dunque, il tour al sito della Scala dei Turchi: «qui, superato il problema abusivismo su cui tanto si è battuta Legambiente - dice Dezza - bisogna regolamentare l'eccesso di pressione antropica per preservare questo bene donato dalla natura». Condanna e paragona all'abusivismo, seppur su scala, l'abitudine degli avventori di estrapolare marna bianca eo cospargerla sul proprio corpo. Fenomeno, che in questi ultimi giorni è diventato pagina di cronaca, per via dell'assenza di un divieto e la conseguente previsione sanzionatoria; oggetto anche di un appello dell'amministratore del Distretto Turistico Valle dei Templi, Gaetano Pendolino, indirizzato all'assessore regionale Sgarlata. E sulla più che nota poca salubrità del mare della costa agrigentina, afferma: «da una parte ci sono luoghi affascinanti e belli, che la speculazione a ridosso della costa riduce a nicchie. Bisogna far capire che i modelli virtuosi sono altri e che sono vicini, sul territorio e non all'estero». Chiara Mangione 22082014