Il museo "Paolo Orsi" piace. Ma non quanto meriterebbe. La grande struttura museale di villa Landolina, infatti, sta registrando un vero boom di presenze ma non raggiunge ancora i numeri adeguati alla sua potenzialità. ne è ben consapevole la direttrice Gioconda Lamagna, soddisfatta per i risultati di queste ultime settimane ma già pronta a guardare oltre. «Abbiamo ottimi risultati di presenze e gradimento dei turisti - dice la direttrice - e siamo pure insigniti del certificato tripadvisor, a dimostrazione di come il museo sia una meta piacevole per chi arriva in città e in Sicilia. Ma certamente vorremmo fare di più per valorizzare la struttura e quel che rappresenta per la storia dell'Isola». Da pochi mesi, il museo di viale Teracati ha aperto un nuovo settore che vede al centro uno dei tesori per antonomasia dell'arte cristiana, citato in tutti i libri di storia dell'arte: una tomba di marmo bianchissimo e intarsiato ritrovato, nel 1872 da Cavallari, all'interno di una rotonda delle catacombe di San Giovanni. Si tratta del Sarcofago di Adelfia. Un settore inaugurato dopo una prima grande tranche di lavori che proseguirà. «L'intento - dichiara la direttrice Gioconda Lamagna - è quello di ampliare l'offerta del museo ARCHEOLOGICO tuttora protagonista di un restyling che consegnerà a visitatori e residenti un museo nuovo, senza barriere e aperto alla città». I lavori prevedono anche la realizzazione di un percorso en plein air dove sarà possibile passeggiare lungo il giardino storico di villa Landolina tra sarcofagi e reperti lapidei che arricchirranno il museo stesso. Ad attrarre non solo il nuovo settore dove è realizzata una copia della rotonda delle catacombe dove fu rinvenuto il sarcofago oltre che l'iscrizione di Euskia rivenuta da Orsi nel 1895: la più antica attestazione del culto di Santa Lucia. Numerosi anche i turisti affascinati davanti alle ricche collezioni del Monetiere: l'esposizione di antiche monete allestita in un caveau dove si possono ammirare le piccole, perfette, opere d'arte numismatiche della Sicilia antica. A rendere possibile l'apertura del museo Orsi in queste settimane, festivi compresi, è stata la razionalizzazione delle risorse che in poche parole significa i turni dei custodi. «Siamo riusciti a garantire la fruizione - dice Lamagna - sfruttando gli straordinari a disposizioni dopo alcuni mesi di chiusura del museo per lavori. Il rischio è che, in autunno, non si possa fare lo stesso per i consueti motivi di carenza di fondi per pagare i turni festivi al personale ma abbiamo già inoltrato la richiesta alla Regione al fine di trovare una soluzione opportuna». Al via anche il progetto "Vedere, sentire e capire" per allestire ricostruzioni virtuali, pannelli multimediali a corredo dei reperti in mostra nei 5 settori per una fruizione più moderna e - cosa che non guasta - più divertente. Prosegue dunque l'operazione di restyling del museo ARCHEOLOGICO regionale dalle mille potenzialità, appunto, ancora inespresse. i. d. b. 22082014