NEL servizio del 20 agosto di Valerio Varesi su "Repubblica Bologna" si parla del lavori in corso, in concomitanza con quelli al servizio del filobus Civis Crealis, per rafforzare il portico della chiesa dei Servi, che secondo gli ingegneri dovrebbe essere crollato da un pezzo. Risulta perciò fra il paradossale ed il surreale che, sempre degli ingegneri, stiano progettando lavori di rinforzo, necessari, per sopportare un sensibile aumento di carico dinamico stante la previsione di far passare da Strada Maggiore, oltre la flotta di bus e filobus, il mitico Civis Crealis. Vi è poi una questione di fondo inaccettabile, non è possibile che il Comune di Bologna su un aspetto estremamente delicato come la tutela del proprio patrimonio artistico si estranei totalmente e "appalti" questi aspetti, non appaltabili, a pur valenti professionisti che sono però in evidente conflitto di interessi per la loro scelta su una tecnologia come il Civis Crealis. Anche perché Tper, dopo la Civis Crealis story, in cui è compromessa fino al collo, non è assolutamente credibile. La parola finale dovrebbe essere della Soprintendenza, che è auspicabile valuti attentamente i rischi, non dei lavori in corso, ma dell'aumento del volume del traffico dei bisonti Tper a fianco sia del portico ma anche di tutti gli edifici monumentali. Avvertiamo che se poi il famoso portico a fine cascasse giù, sapremo chi andare a cercare. Per non dimenticare che comunque tutti i lavori di rinforzo fatti dovranno essere soggetti a continue e costose manutenzioni. Apprendiamo che sono emerse tracce di lavori maldestri fatti negli anni '30. Ma allora a parte il traffico privato inesistente o quasi, Strada Maggiore era percorsa dai tram, a quel tempo addirittura in doppia direzione. Come sapranno sicuramente i tecnici Tper il tram essendo vincolato alla rotaia, non provoca quegli effetti dinamici che provocano vibrazioni pericolose generate da veicoli su gomma di grande peso da loro fortissimamente voluti. Ci auguriamo quindi un attento esame della Soprintendenza. Anche se la Soprintendenza bolognese ha un peccato originale, quando 15 anni fa bloccò il percorso del progetto tramviario del sindaco Vitali su Strada Maggiore, per ragioni di sicurezza e salvaguardia monumentale. Quindi sarebbe bene che la Soprintendenza guardasse a questo pasticcio. Angelo Rambaldi, "Bologna al centro", da «L'Officina delle idee"