I Comitati di difesa del territorio sono pronti a manifestare giovedì durante la riunione del cda Terna-Unesco «Dov'è la Fondazione Unesco? Perché non ha fatto o detto nulla contro il progetto dell'elettrodotto Terna?». Se lo chiedono i Comitati di difesa del territorio, che giovedì manifesteranno sotto le finestre della sede della Fondazione, a Cortina, contestando la sua assenza nella battaglia per la difesa del territorio «dall'aggressione di Terna e dell'elettrodotto che dovrebbe sventrare la valle del Piave», si legge nel volantino che hanno diffuso. Giovedì mattina si riunisce il cda della Fondazione e i Comitati manifesteranno per chiedere all'ente un maggiore impegno nella tutela del territorio. «Dolomiti patrimonio di Terna?» e «Fondazione in black out» sono gli slogan con i quali lanciano l'iniziativa. La loro preoccupazione è che il progetto dell'elettrodotto, «così com'è concepito, comprometta la denominazione Unesco delle Dolomiti e cancelli le montagne rosa dalla World Heritage List». Com'è successo a Dresda nel 2009: allora fu la costruzione di un ponte, infrastruttura che avrebbe dovuto risolvere i problemi del traffico ma che fu ritenuta troppo impattante, a portare alla cancellazione della cittadina dai siti Patrimonio dell'Umanità. I comitati bellunesi temono che le Dolomiti facciano una fine simile: «L'Unesco sostiene che non possa essere alterato l'aspetto dei luoghi Patrimonio dell'Umanità, e anche ciò che da quei luoghi è visibile», si legge ancora nel volantino. «Per esempio dal monte Schiara, che fa parte del sistema numero 3 (quello della Pale di San Martino, Pale di San Lucano, Dolomiti Bellunesi e Vette feltrine), si vedrebbe l'orrore del nuovo corridoio elettrico: una linea a 380 kV di Terna. Il progetto, segmento della rete elettrica internazionale Lienz Polpet Scorzè, impatta inequivocabilmente su diversi siti dell'area Unesco delle Dolomiti. In questo quadro, dov'è la Fondazione? Se c'è batta un colpo». La Fondazione finora si è occupata dell'elettrodotto inviando al ministero una richiesta di chiarimenti in merito al progetto. Per i comitati è troppo poco: «Nonostante le sue responsabilità istituzionali la Fondazione ha ignorato e non sostenuto l'impegno nella difesa del territorio dall'aggressione di Terna», proseguono. Loro, che associano «cittadini di Castion, Levego, Sagrogna, Andreane, Limana e Ponte» sono in campo dal 2012 per chiedere «una nuova progettazione dell'intervento di «Razionalizzazione e sviluppo della rete di trasmissione nazionale nella media Valle del Piave». Operazione che, così com'è concepita, aggredisce il paesaggio dolomitico con tralicci alti fino a 60 metri». Giovedì lo diranno alla Fondazione Unesco.