Marcello Miccio li ha restaurati: «Ecco come il trasporto è sicuro». Duemilacinquecento anni di età e un fascino ancora intatto. Al punto da diventare per l'ennesima volta oggetto di contesa. Sono loro, i Bronzi di Riace, che gli organizzatori di Expo 2015 fra cui Vittorio Sgarbi e il governatore della Lombardia Roberto Maroni vorrebbero ospiti d'onore all'inizio dei padiglioni milanesi. Un exploit per dare il benvenuto ai visitatori di tutto il mondo e pre rendere l'idea delle meraviglie che si trovano sul nostro territorio, compresa la Calabria, da cui provengono i due possenti ed eleganti atleti-guerrireri greci. Insomma, quale miglior spot per incrementare il nostro turismo? Ma come al solito la questione non è semplice, perché c'è già chi grida allo scandalo, sostenendo che lo spostamento di quei capolavori sarebbe una follia, un rischio ingiustificato per la loro tutela. In realtà, le condizioni di salute di questi celeberrimi bronzi del V-VI secolo a.C. Sono buone. Lo sostiene Marcello Miccio, il 'medico', o meglio il chimico fiorentino che per primo li ha visitati, è andato a prenderli a Reggio Calabria nel gennaio del 1975, li ha portati al Centro di restauro del Museo Archeologico di Firenze, dove per ben cinque anni li ha curati e restituiti all'ammirazione del mondo intero, con una mostra evento tra la fine del 1980 e l'inizio dell'81. Dottor Miccio, secondo lei che li conosce bene, i Bronzi di Riace si possono spostare oppure no? «Ma certo che possono essere spostati. Ricordo che nel 1984 scoppiò la stessa polemica quando furono richiesti per essere esposti alle olimpiadi di Los Angeles. Il critico e storico d'arte Federico Zeri arrivò a sostenere che sarebbe stato dannoso persino il fuso orario. Secondo me potevano viaggiare tranquillamente anche a quel tempo. Oggi poi ci sono tecniche di imballaggio e di isolamento praticamente perfette, che evitano qualsiasi rischio». Sono tecniche costose? «Sì, ma non impossibili. Basta prevedere casse isolanti con poliuretani che prendono la forma del contenuto e si è tranquilli. Immagino che si parli di decine di migliaia di euro». Com'è la salute di questi "anziani signori"? «Beh, un po' malati sono, ma niente che possa degenerare con un viaggio a Milano. Sono affetti da corrosione ciclica, chiamata comunemente cancro del bronzo. Significa che in presenza di umidità avviene una reazione chimica che sviluppa cloruri capaci di corrodere il metallo». Allora qualche rischio a spostarli e ad esporli c'è. «Basta tenerli in un ambiente adatto, facendo in modo che ci siano condizioni climatiche costanti. L'ideale è restare al di sotto del 50 di tasso d'umidità e a una temperatura intorno ai 20-25 gradi». Questa non sarebbe comunque la prima volta che grandi bronzi affrontano viaggi impegnativi. «Certo che no. Basti pensare a quel capolavoro della Chimiera di Arezzo che è volata in Giappone e al Paul Getty Museum di Los Angeles. Lo stesso ha fatto la Minerva, due fra i più grandi capolavori del Museo Archeologico».
FIRENZE-Il medico dei Bronzi di Riace: Possono volare anche in America
I Bronzi di Riace, due capolavori greci del V-VI secolo a.C., sono stati oggetto di contesa per essere spostati a Milano per Expo 2015. Alcuni critici sostengono che lo spostamento sarebbe una follia e un rischio ingiustificato per la loro tutela. Tuttavia, il chimico Marcello Miccio sostiene che i bronzi sono in buone condizioni di salute e possono essere spostati senza rischio. Secondo Miccio, le tecniche di imballaggio e isolamento moderni evitano qualsiasi rischio e sono costose ma non impossibili. I bronzi sono affetti da corrosione ciclica, ma con condizioni climatiche costanti e ambiente adatto, il rischio di deterioramento può essere minimizzato.
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