FIRENZE Una collina ondulata, verde, ricca di bellezze naturali e ricordi storici, amata da pittori, musicisti e poeti, scelta da Leonardo per il suo fantastico esperimento di volo. Tutti ricordano così Fiesole, antichissima fortezza etrusca, poi borgo romano legato alla nascita di Firenze. Al centro della cittadina, la piazza Mino da Fiesole: un declivio caratteristico, un percorso Irregolare tutto in salita, con il lato orientale che domina, quattro metri più in alto, su chi vi fa il suo ingresso salendo dalle pendici del colle. Questo, almeno, fino ad oggi. Perché a questa piazza sta capitando la bruttissima, da alcuni giudicata scandalosa, disavventura che un grande comitato di cittadini (sostenuto da 1.500 firme raccolte nei luoghi più disparati) cerca disperatamente di fermare. Gli operai sono già al lavoro per trasformare il colle in pianura. E della «piazza pendente», se l'intervento verrà portato a termine, resterà solo il ricordo. Il progetto per la nuova pavimentazione prevede infatti di portare in piano il declivio, scavando la collina sotto gli edifici antichi che si affacciano sulla piazza. L'idea è quella di creare un vuoto di migliaia di metri cubi, per realizzarvi i nuovi uffici sotterranei del Comune. Tutto sì gioca sul lato orientale, quello più in alto, che domina sulle pareti della splendida cattedrale e del vicino seminario. Da qui l'oratorio di S. Maria Primerana (VI secolo) e il Palazzo del Podestà (XIV secolo), sede del municipio, si affacciano (anzi, si affacciavano) da una terrazza con balaustra sostenuta da una muraglia in pietra. Proprio da qui è previsto l'ingresso ai nuovi uffici (non a caso denominati «front office»). La piazza, spianata, dovrebbe convertirsi nel luogo di accesso a un municipio che non sorride più, superbo, dalla terrazza, ma invita a chiudersi nel sotterraneo urbanizzato. La decisione (senza peraltro che fosse indetto un opportuno concorso) l'aveva presa e resa nota due anni fa l'amministrazione retta dal sindaco Alessandro Pesci, che ha poi lasciato delibere e contratti vincolanti al successore Fabio Incatasciato. Era stato scelto un progettista di prestigio, l'architetto Maurizio De Vita, dello studio dell'ex preside di facoltà e docente di restauro Francesco Gurrieri, e una rivista aveva pubblicato questa e altre ipotesi di intervento. Ma a lungo i primi allarmi non hanno trovato una vera eco, e non è stata iniziata una discussione pubblica. È difficile capire questo lungo silenzio: sta di fatto che il comitato di cittadini presieduto dal giurista Cosimo Marco Mazzoni ha trovato la forza di prendere forma legale e denunciare lo scempio appena poche settimane fa. Quando nel vuoto lasciato dalle centinaia di metri cubi già scavati sono apparse chiare le tracce di una strada romana, assieme a molti altri reperti, e lo scavo sotto i monumenti si è rivelato tanto pericoloso da richiedere immediate palificazioni di sostegno. Ed è venuto lo stop ai lavori. Soltanto dalla soprintendenza archeologica, però, che ha imposto la salvaguardia del tratto di via romana, mentre le soprintendenze ambientali e artistiche tacevano. Le prime riunioni del Comitato per Fiesole si sono tenute in febbraio; un architetto, Luigi Del Fante, ha inviato un appello al ministro Urbani. Da Roma, per adesso, nessun intervento. In compenso ai primi oppositori si sono aggiunti, a poco a poco, gli oltre millecinquecento firmatari del documento di protesta «Salviamo Fiesole». Tra le adesioni, anche firme autorevoli come quelle degli storici dell'arte Mina Gregori, Anna Maria Petrioli Tofani, Giorgio Bonsanti, Carlo Sisi, Edoardo Visentini (già presidente dei Lincei), l'archeologo Riccardo Francovich, i direttori di tutte le università straniere con sede a Firenze (Istituto Europeo, I Tatti, Georgetown e Stanford University, Kunsthistorisches Institut). Un appello che non lascia indifferente né il giovane sindaco Incatasciato (forse non alieno a una revisione dei progetti), né il progettista, che comunque spiega di avere rispettato il volere del committente. Ma finora non si registrano ripensamenti convincenti. I lavori intanto procedono a rilento, sia per i ritrovamenti archeologici, sia per il maltempo, sia per l'incertezza. Una palizzata nasconde gran parte della scena. Ma la vista della piazza, sconciata dai pericolosi scavi sotto i monumenti e minacciata da nuovi interventi, è penosa. Mentre i due palazzi secolari stanno lassù, sospesi sopra a un cantiere, senza balaustra e sorretti da pali provvisori, quali testimoni di un dramma assurdo.
Stanno spianando la piazza di Fiesole
Fiesole, una collina ondulata e verde, è stata scelta da Leonardo per il suo esperimento di volo. La piazza Mino da Fiesole, al centro della cittadina, è caratterizzata da un declivio irregolare e un percorso in salita. Tuttavia, un grande comitato di cittadini, sostenuto da 1.500 firme, cerca di fermare la trasformazione della piazza in pianura, che prevede di portare in piano il declivio scavando la collina sotto gli edifici antichi. Il progetto prevede la creazione di nuovi uffici sotterranei del Comune e la spianazione della piazza, che dovrebbe convertirsi nel luogo di accesso a un municipio che non sorride più.
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