IL CASO DAL campo al palazzo, il centro tecnico di Quarto Inferiore rischia di diventare (o tornare) un caso politico. Oltre che societario, visto che quel progetto fortemente voluto da Guaraldi e ancora in stand-by è tra le ragioni per cui il presidente temporeggia sulla cessione. Il Bologna ha accantonato per il momento il progetto vista la sua attuale non sostenibilità economica, rinunciando allo sblocco del mutuo del Credito Sportivo. La grana, ora, è l'attuale centro sportivo comunale di Granarolo. Secondo gli accordi doveva finire in mano al Bologna, al cui posto avrebbe costruito opere d'interesse pubblico; mentre al Comune sarebbero andati campi e uno spazio tutto nuovo all'interno del centro tecnico del domani. Ma allo stato attuale le strutture presenti a Granarolo sono vecchie e hanno bisogno di essere ristrutturate. Problema: se il Comune oggi investisse fondi per il restauro, e tra qualche mese, o anno, il Bologna - magari con un'altra proprietà - decidesse di avviare i lavori, a quel punto quei soldi pubblici sarebbero andati sprecati. L'area di Quarto, dove già ci sono recinzioni e alberi piantati dal Bfc, è infatti sotto vincolo per altri tre anni, entro i quali i rossoblù possono mettere le ruspe. Potrebbe (in via puramente teorica) acca- dere da settembre, quando arriverà la relazione della Sovrintendenza sui rilievi archeologici nella zona. E potrebbe non accadere mai. Una gatta da pelare per il nuovo sindaco Daniela Lo Conte, che nel frattempo ha preso il posto di Loretta Lambertini, primo cittadino uscente che aveva approvato il progetto. «Il nostro centro sportivo ha bisogno di lavori. Per il momento è ancora utilizzabile, ma è vecchio, e più di un altro anno senza interventi non può reggerlo », spiega Lo Conte. Ci sono da sistemare tribune e impiantistica, opere non fatte perché in teoria ci si sarebbe dovuti trasferire in una polisportiva tutta nuova. «Ma per ristrutturare serve programmazione, dobbiamo mettere a bilancio le spese, e non possiamo investire denaro su un centro che poi magari avrà solo qualche mese di vita: il Bologna ci deve dire cosa vuole fare». Per questo è già in programma un incontro tra Comune e Bfc a inizio settembre. «Se la società prevede uno stallo più lungo di un anno senza risposte definitive - avverte il sindaco - bisogna trovare soluzioni», perché il centro sportivo comunale non potrà aspettare più a lungo di così. Dieci giorni fa l'ultimo incontro tra le parti, in una riunione del collegio di vigilanza in cui il Bfc sottolineava la necessità di conciliare l'avvio del progetto con la situazione economico- sportiva. Le soluzioni possibili sono due: la riduzione a un anno del vincolo sui terreni di Quarto; oppure un accordo per il rimborso, da parte del Bologna, dei lavori sul centro sportivo comunale in caso di avvio dei cantieri per il nuovo quartier generale. Ma siamo nel campo delle ipotesi. Per capirne di più bisognerà attendere l'incontro tra società e Comune. «In ogni caso, per noi l'accordo resta e spero si trovi un modo per iniziare a costruire - chiarisce Lo Conte -. Noi manteniamo fede all'impegno, e conto che lo facciano anche loro ». Delle sorti dei campi comunali chiede conto anche la lista civica Impegno per Granarolo, da sempre avversa al progetto del centro sportivo rossoblù.