Chi proteggerà l'arte degli etruschi? Sono fra i non pochi archeologi che hanno solo notizie vaghe del progetto di legge di riordino delle soprintendenze studiato dal ministro Franceschini. Leggiamo sui giornali che ci sarà un accorpamento delle tre specialità su base regionale: dovranno sparire moltissime creature della riforma Bottai (1939) e delle parcellizzazioni degli anni Sessanta. Fra queste figura la soprintendenza dell'Etruria meridionale. Ed è proprio questa la soprintendenza dove ho avuto la fortuna di iniziare la mia carriera mezzo secolo fa. In se scelte di questo genere non sono a priori né buone né cattive: diceva Bianchi Bandinelli che è il professore che fa la cattedra e non la cattedra che fa il professore. Ora, poiché non e pensabile che la nuova riforma affidi a non specialisti la vita di istituzioni museali antiche e consolidate, come il Museo di Villa Giulia, nato subito dopo l'Unità assieme al Museo nazionale romano, per mostrare al mondo il volto del nuovo stato italiano, capace di prevalere sui grandi Musei vaticani, occorrerà vedere di quale grado di autonomia disporranno quanti saranno preposti alla conservazione e alla valorizzazione del museo, e quale organismo sarà in grado di assicurare l'alto livello specialistico richiesto dagli interventi sull'immenso patrimonio etrusco, finora affidato alla soprintendenza per i Beni archeologici dell'Etruria meridionale. Questo e ciò che preoccupa persone come me, che agli etruschi hanno dedicato una parte non secondaria della propria vita scientifica, esattamente come sono preoccupati anche gli storici dell'arte per i destini di gioielli unici, come ad esempio la Galleria Borghese, e più in generale, per i destini della conoscenza e della difesa di opere d'arte mobile, di cui l'Italia e ancora depositarla, malgrado i saccheggi e l'incuria di governanti che da sempre avrebbero dovuto provvedere alla salvaguardia dei nostri tesori artistici e non lo hanno fatto. Ci dica il ministro Franceschini, lasciando per un momento da parte manager e bookshop, che cosa ha in mente per l'architettura di dettaglio dei futuri organismi di tutela, che tutto il mondo ci ha invidiato, e speriamo, dovrebbe continuare a invidiarci.