Pomponio frena: più facile lavorare sui flussi Sciopero dell'Apt, la Regione concede i fondi VENEZIA Lo propone il sottosegretario ai Beni culturali Borletti Buitoni, lo caldeggia il sovrintendente Ugo Soragni, ma è difficile che sia presa una decisione sul ticket d'accesso per i turisti dai commissari che reggono Ca' Farsetti. Lo ha fatto capire ieri il sub commissario con delega al turismo, Sergio Pomponio. «La sola avvisaglia ha creato polemiche - dice - è una questione complessa, bisogna tenere presente che Venezia è sito Unesco e soggetto quindi a norme internazionali, inoltre esistono una giurisprudenza costituzionale e direttive europee». Difficile da introdurre senza violare leggi che prevedono il diritto alla libertà di movimento dei cittadini. «In ogni caso - aggiunge - non credo che la gestione commissariale possa farlo, vorremmo però lavorare sulla gestione dei flussi turistici». Pomponio sa di cosa parla. «Vivo a Venezia da due anni e dalla Prefettura ci impiego 30 minuti ad arrivare a San Marco - dice - bisogna agire su questo versante». Questo sì si può cominciare a farlo, partendo dai progetti messi in piedi già dall'ex amministrazione. I disagi per i turisti e i veneziani sono quotidiani. Ai «soliti», ieri si sono aggiunti quelli dello sciopero degli uffici informazioni dell'Apt, che in una città con 23 milioni di turisti all'anno rischiano di chiudere, lasciando a casa 70 dipendenti, per mancanza di finanziamenti. Mentre i turisti spaesati cercavano indicazioni soprattutto a San Marco, ieri, sotto le finestre della Regione, andava in scena la protesta del personale, armato di striscioni e fischietti. Un giorno di mobilitazione, che ha raggiunto un primo obiettivo: la Regione garantirà lo stipendio ai settanta dipendenti fino al 31 dicembre. Lo farà con una doppia delibera in giunta già martedì. «Ma ha detto l'assessore regionale al Turismo Marino Finozzi dalla Provincia vogliamo un programma che preveda la riforma delle Apt per garantirne il futuro». La prima delibera risolve l'emergenza stipendi, altrimenti bloccati dal 1 settembre. La seconda prospetta un finanziamento ai Comuni che intendano subentrare alla Provincia nella gestione delle ex Apt (Iat, Informazione e Accoglienza Turistica da gennaio), con anche con accordi pubblico-privati. Finozzi ieri lo ha spiegato direttamente a una delegazione di lavoratori. «Siamo il biglietto da visita della città dice Cristina Bottero che lavora a San Marco spieghiamo ai turisti come comportarsi, dove sono i bagni, il codice di comportamento». Luisa De Salvo aggiunge: «Offriamo itinerari alternativi, facciamo crescere la qualità del turismo. Zaia ha affermato che il turismo è la prima industria del territorio con un fatturato di 17 miliardi, e non ci sono soldi per l'ufficio di promozione?». Per capire quanto poco si sia investito in un servizio così importante e potenzialmente redditizio bastava girare tra gli uffici chiusi ieri. L'unico disagio forte è stato a San Marco, con i turisti fuori della porta, tra chi come Riccardo, milanese in vacanza con moglie e figli cercava informazioni sulle gite nelle isole, o Hellen, una mamma americana con due figlie, cercava disperatamente la toilette, o David Murphy con la moglie Linda e i due nel panico perché non capivano da dove partiva la gita prenotata. Ma in stazione l'ufficio Apt è nascosto al binario 1 e nessuno lo cerca, a Piazzale Roma e al Tronchetto è dentro quelli di Alilaguna e di fatto ieri nessuno si è accorto dello sciopero perché il front office (come sempre) lo facevano gli addetti dell'azienda. Nel pomeriggio i lavoratori si sono riuniti alla scoletta dei Calegheri. L'assessore provinciale al Lavoro Paolino D'Anna ha attaccato l'assessore Finozzi: «E' vergognoso che dica che è compito della Provincia, lo sa che Ca' Corner non ha più la delega. Ci dicano a chi andrà la delega del turismo». La presidente Zaccariotto ha scritto una lettera a Zaia chiedendo chiarezza. «C'è una polemica aperta tra Regione e Provincia, è assurdo che ci rimettano i lavoratori dicono Carlo Alzetta della Cisl e Sergio Chiloiro della Cgil lo stato di agitazione continua perché va trovata una soluzione definitiva».
Venezia. Ticket d'ingresso? Non con i commissari. E va in scena la protesta di chi accoglie i turisti
La Regione ha garantito lo stipendio ai 70 dipendenti dell'Apt fino al 31 dicembre, grazie alla mobilitazione dei lavoratori. La Provincia ha richiesto un finanziamento per la gestione delle Apt, ma la Regione ha rifiutato. La questione è complessa, poiché Venezia è un sito Unesco e soggetto a norme internazionali. La gestione commissariale non può introdurre nuove norme senza violare leggi che prevedono il diritto alla libertà di movimento dei cittadini. La Regione lavorerà sulla gestione dei flussi turistici, mentre la Provincia vuole una riforma delle Apt per garantirne il futuro. I lavoratori hanno richiesto una soluzione definitiva, ma la polemica tra Regione e Provincia continua.
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