ROMA «Vedo con molto favore la nomina di una commissione ministeriale, che mi auguro composta da tecnici ed esperti della materia, incaricata di decidere sulla fattibilità dello spostamento dei Bronzi di Riace da Reggio Calabria. Potrà analizzare i risultati sia della precedente commissione nominata per un analogo motivo nel 2009 sia la relazione dell'ultimo restauro del 2013. Dispiace che noi tecnici veniamo sempre visti come nemici di un progetto come questo. Ma il nostro compito istituzionale è assicurare la conservazione di un bene straordinario come i Bronzi. Nel caso in cui si arrivasse alla decisione di muoverli, sarà nostra cura assicurare ogni impegno per evitare danni e rischi». L'architetto Gisella Capponi dal 2009 dirige il prestigioso Istituto superiore per la conservazione e il restauro. Architetto Capponi, come e perché i Bronzi di Riace richiedono tante discussioni per arrivare fino a Milano? «Mi limito ai dati tecnici. Come dimostrano i risultati della prima commissione incaricata già nel 2009 di decidere della possibile collocazione dei Bronzi al G7 della Maddalena, poi mai realizzato, i due capolavori hanno gravi problemi di assetto interno: tante discontinuità strutturali, numerose lesioni, chiamate "cricche" in termine tecnico, microfratture in diverse aree. E poi tasselli, saldature e chiodi che risalgono alla fattura dei due Bronzi. Problemi non tutti visibili a occhio nudo ma chiaramente verificabili nelle radiografie e nelle gammagrafie. Tante microfratture poi si diramano in varie direzioni, creando ulteriori complicazioni e fragilità. Le terre di fusione, tolte dall'interno delle statue in buona parte nel 1995 e poi nel 2013, hanno innescato rilevanti fenomeni di corrosione. Ecco perché i pericoli sono tanti. La commissione del 2009 capì che tutti i parametri indicavano una soglia di rischio evidente nel caso di un ipotetico spostamento». Quali sono ora i parametri scientifici di conservazione delle due opere? «I Bronzi hanno bisogno di un'umidità relativa intorno al 45, con un'oscillazione del 3, e di una temperatura di 22 gradi, con una tolleranza di un più o meno 0.5 gradi. Ecco perché le visite sono contingentate, nel rinnovato Museo archeologico di Reggio Calabria» . Ma simili condizioni non sono facilmente ripetibili all'Expo a Milano? «Tutto si può fare, in via ipotetica. Una cosa è certa: i Bronzi non potranno essere sottoposti senza protezione all'impatto con centinaia di migliaia di visitatori. Come dimostrano le soluzioni adottate per la Cappella Sistina con la nuova climatizzazione, certi capolavori esigono accortezze. L'unica soluzione adottabile, almeno a mio avviso, sarebbe eventualmente collocarli in una teca protetta e adeguatamente climatizzata» . Lei personalmente è favorevole o contraria all'ipotesi di portare i Bronzi a Milano in occasione dell'Expo 2015? «Non dovrò essere io a decidere ma personalmente suggerirei di non spostarli. Non per un'idea preconcetta e aprioristica, voglio ripeterlo ancora, ma perché conosco bene nei particolari tutte le preoccupanti fragilità di questi straordinari capolavori. Vorrei ricordare che, alla fine del 2013, solo per riportare le statue al rinnovato Museo archeologico dal vicinissimo Palazzo Campanella, sono state adottate straordinarie misure. Lascio immaginare le precauzioni che sarebbero necessarie per arrivare fino a Milano. Ma sottolineo di nuovo che sarà la commissione indicata dal ministro Dario Franceschini a decidere e che dall'Istituto arriverà comunque la massima collaborazione tecnica, nel caso si stabilisse la fattibilità del viaggio».
Bronzi di Riace. Sono capolavori fragili pieni di microfratture. È rischioso spostarli ed esporli a troppe visite
La commissione ministeriale nominata per decidere sulla fattibilità dello spostamento dei Bronzi di Riace da Reggio Calabria a Milano è stata descritta come composta da tecnici ed esperti della materia. L'architetto Gisella Capponi ha sottolineato che i Bronzi hanno gravi problemi di assetto interno, come discontinuità strutturali, lesioni e microfratture, e che le terre di fusione tolte dalle statue hanno innescato rilevanti fenomeni di corrosione. La commissione del 2009 aveva già rilevato una soglia di rischio evidente nel caso di un ipotetico spostamento.
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