Progetto di rilancio e riqualificazione per la Tomba di Agrippina e per altri siti di un'area unica al mondo NAPOLI - Un po' emarginato dai grandi flussi turistici eppure tesoro inestimabile. È l'odeion di un'antica villa di nababbi romani che la tradizione riconosce come la Tomba di Agrippina, madre di Nerone, fatta assassinare dall'imperatore incendiario proprio a Bacoli. Un sito di enorme suggestione oggi nel degrado che attende una seria riqualificazione e che quindi saluta con soddisfazione l'iniziativa di rilancio dell'associazione Freebacoli, che punta a valorizzare diverse location del Mito flegreo ed in particolare il monumento ad Agrippina. PERCORSO TURISTICO - Il progetto, sottoposto all'amministrazione comunale, prevede un percorso turistico che unisce marina Grande con il borgo antico, il centro storico e la villa comunale di Bacoli. «Un percorso turistico che potrebbe dare visibilità ad altri siti storici del territorio - sostengono i responsabili dell'associazione - attraverso cui arricchire la sete di conoscenza dei turisti e, al tempo stesso, individuare soluzioni occupazionali per i giovani, che favorirebbero la cultura non soltanto per il piacere di farlo ma anche per lavoro». La tomba di Agrippina, e secondo quanto riferisce Freebacoli, rientra nel Circuito Informativo Regionale della Campania per i Beni Culturali, ed attualmente, come altre aree archeologiche dei Campi Flegrei, è abbandonata a se stessa tra sterpaglie e rifiuti che la rendono inaccessibile ai visitatori. GIOIELLI CONCENTRATI IN UN PICCOLO TERRITORIO - Si parla spesso di «petrolio culturale», anzi va proprio di moda indicare come oro colato (non sfruttato a dovere) i beni che i millenni e la Storia hanno donato alla Magna Grecia e quindi alle regioni del Sud. E il territorio Bacoli rappresenta un giacimento unico, nel senso che concentra in un territorio relativamente ristretto gioielli assoluti, e in gran numero. Tra Baia e Miseno. L'elenco, bello corposo, fa impressione: il tempio di Venere, il tempio di Mercurio, la grotta della Dragonara, la Piscina Mirabilis, il teatro romano, le Cento camerelle, la Tomba di Agrippina, il Sacello degli Augustali e dulcis in fundo il castello di Baia che ospita il museo archeologico dei Campi flegrei con reperti, sublimi, provenienti da Cuma, Rione Terra e Pozzuoli. Per riprendere la metafora del petrolio, Bacoli per la Campania sarebbe come il bacino dell'Orinoco. Sarebbe.