Parere negativo da Legambiente: «Gli anni '60 in cui si costruivano hotel alle pendici di un parco sono finiti. Quella è una riserva naturale» L'assessore Morassut contrario al progetto di Coni servizi: ci sono vincoli, ma sul resto si può discutere Un albergo a cinque stelle sulla collina di Monte Mario «rischia di essere un serio autogol», afferma l'assessore all'Urbanistica Roberto Morassut, ricorrendo a termini calcistici. Il progetto della cittadella dello sport e del tempo libero, anticipato ieri dal Corriere della Sera, incontra sull'hotel un primo «stop» dal Campidoglio, e le proteste di Legambiente. «In questo progetto - chiarisce Morassut - ci sono interventi compatibili ed altri difficilmente realizzabili. E fra quelli di difficile realizzazione, perché abbiamo una serie di perplessità, è l'albergo sulla collina di Monte Mario». I motivi? «Innanzi tutto i vincoli ambientali e paesaggistici - risponde l'assessore -. E poi è bene evitare che si ritorni a un tema che a metà degli anni '50 ha fatto discutere per decenni l'urbanistica romana», con evidente riferimento alla costruzione dell'hotel Hilton. Un nome che non esita a fare Legambiente: «Chiediamo alla società Coni servizi, all'amministrazione comunale e alla Regione - afferma il presidente di Roma e del Lazio, Lorenzo Parlati - di cassare dal programma l'albergo sulla collina.Il parco di Monte Mario -aggiunge - è una riserva naturale, peraltro dotata del piano di assetto. Gli anni in cui in questa città si costruivano alberghi sulle pendici di un parco, come l'Hilton, quelli della speculazione edilizia, sono finiti». «Va recuperata la stazione Parneto - aggiunge Mauro Veronesi, responsabile del Territorio di Legambiente -e chiuso l'anello ferroviario». Il progetto di realizzazione della cittadella dello sport e del tempo libero nella splendida area del Poro Italico, prevede impianti rinnovati ed ampliati, campi da tennis, piscine, una «marina» lungo il Tevere, centri fitness e benessere, grandi spazi commerciali (almeno 80 esercizi) nella «promenade» dove oggi è l'ostello della Gioventù. E il restauro della Casa della Scherma, destinata diventare il «Museo dello sport», oltre ad ampi spazi verdi per il tempo libero dei romani. «Sul commerciale si può discutere - spiega l'assessore all'Urbanistica - perché il progetto offre la possibilità di realizzare strutture fisse, mobili e parcheggi interrati. E in questo caso si possono sfruttare le cubature sotterranee senza elevazioni esterne: le nostre indagini, infatti, condotte dall'ufficio "qualità architettonica", hanno rivelato che il terreno sul quale sorge il complesso del Foro Italico ha vasti strati di riporto, sufficientemente al riparo da rischi archeologici. Questo consente un percorso - aggiunge - che potrebbe vedere il massimo di condivisione anche con le sovrintendenze di stato». Quello della riqualificazione dell'area del Foro Italico (con il restauro della Casa della Scherma, oltre a uno stadio Olimpico restaurato con interventi che ne migliorino la sicurezza e.il livello dei servizi offerti agli spettatori con ristoranti, bar, e sale vip, in modo che possa raggiungere gli standard richiesti dall'Uefa per candidare l'Italia agli europei di calcio), è un tema caro al Campidoglio. Però «puntiamo - conclude Roberto Morassut - a un tavolo di lavoro con il Coni servizi, il Coni spa, la Regione e le sovrintendenze, per giungere alla massima intesa sul recupero del Foro Italico e dei capisaldi architettonici dell'intero complesso».