QUANDO ci decidiamo a dare il giusto "posto" ai patrioti del 1799? "Eleonora ricordandoti" è una candela che nel giorno e nell'ora, e sul luogo, in cui i Borbone la mandarono al patibolo la redazione del "Nuovo Monitore" accende e tiene alta, per un'ora, alle 19.30, nella piazza simbolo della storia e della libertà di Napoli, affinché non si spengano il ricordo, la gratitudine, l'orgoglio: affinché si tenga "presente" il passato cui ancorare la vita di oggi. Né le periodiche celebrazioni, né gli autorevoli libri scritti in tanti decenni, né gli articoli su riviste o sulla quotidiana informazione, né i convegni di studio hanno dato dopo oltre 2 secoli il giusto ricordo a chi sognò e lottò (fino al sacrificio della morte) per una Napoli diversa, per la Napoli della dignità, del senso civico, della responsabilità. La Napoli che tutt'oggi, forse, continuiamo solo a sognare proprio perché quei martiri, con il loro messaggio civile, i loro valori inalienabili, non li sappiamo onorare. Guardiamola, allora, questa grande piazza Mercato da parte a parte, segnata lato mare dal cemento laurino e da una delle cinque storiche Porte della Città da un lato, e sugli altri tre lati da un diffuso degrado che cresce addentrandoci tra slarghi e vicoli. Ecco le proposte per non dimenticare e per radicare nel senso civico quel fatto straordinario che è la Repubblica Napoletana, che con le altre 5 Repubbliche consorelle dello stivale, costituisce le radici dell'Italia repubblicana. Prima proposta: un monumento (incredibile: non esiste ancora!) alla Repubblica del '99. Basterebbe collocare sul lato a sinistra del portone della chiesa del Carmine (una delle 750 chiese rimaste fuori dal Concordato, di proprietà dello Stato italiano) una epigrafebassorilievo in marmo che evochi l'evento. Su tale lato della facciata c'è già una lapide ai caduti di guerra, ma c'è anche un ampio spazio sovrastante ove collocare la "Memoria" del 1799. Seconda proposta: ripristinare - dentro la chiesa del Carmine l'epigrafe, sul lato destro del pronao, che fu collocata in occasione del Bicentenario. L'epigrafe che ricorda i rivoluzionari del '99 ivi sepolti fu rimossa poco tempo dopo ma non è stata più ricollocata, nonostante il pronao abbia spazi ampi per ospitarla. Terza proposta: dare degna sepoltura in piazza Mercato ai 25 martiri che tutt'oggi (è questa la vergogna di Napoli) sono ancora sotto le due botole del pronao e che, come documentano le ricerche storiche e il sopralluogo di una giovane studiosa napoletana, Antonella Orefice, sono ancora sparse in due fosse comuni nell'acquitrino sottostante il pronao. Quarta proposta: collocare un'epigrafe dinanzi alla Torre (da restaurare e rendere agibilevisitabile) di piazza Mercato. Qui, nel "Torrione dei birri", trascorsero le ultime 24 ore della loro vita tutti i cento e passa patrioti tra le angherie e le costrizioni di quanti in tonaca o in divisa obbligavano i martiri ad abiurare al loro credo repubblicano e laico. Quinta proposta: manca, nell'angolo della piazza ove fu collocato il patibolo, un'epigrafe che indichi tale luogo, presumibilmente laddove ogni 20 agosto ricordiamo Eleonora. Sesta proposta: Napoli non ricorda, in piazza Mercato, né Corradino di Svevia né Masaniello ai quali dovrebbe, in due distinti opportuni siti, dedicare una statua. Corradino, Masaniello, i patrioti del '99 sono il filo che dal Medioevo ad oggi costituisce la memoria dimenticata di Napoli. Tante frasi retoriche si potrebbero sprecare: per esempio, che una qualunque altra città del mondo rispetterebbe la propria storia trasmettendola degnamente, anche attraverso il turismo culturale. Per non andare troppo lontano, nei pressi di piazza San Marco, nel profondo nord-est, un'epigrafebassorilievo ricorda quattro napoletani (i più famosi tra i tanti nostri concittadini) che difesero la libertà di Venezia nel 1849. Ma, tornando a Napoli, è facile affermare che la Repubblica onora i Borbone, che sono sepolti in imponenti monumenti funebri nella sua più importante chiesa, Santa Chiara. Ma la Repubblica tiene nel fango e nell'oblìo i martiri della libertà che vissero e morirono per gli ideali repubblicani. Napoli ha avuto, ed ha tuttora, ai vertici delle istituzioni della Repubblica molti campani e napoletani. Napoli ha quattro università di prestigio, ha un'autorevole soprintendenza e istituti culturali e storici di valore. MaNapoliavràilcoraggiodi riappropriarsi della sua storia, di quella antica piazza Mercato, che dovrebbe essere patrimonio dell'umanità?