NESSUN passo indietro. L'opera può proseguire perché compatibile e perché non altera la godibilità del Castello Svevo. La Soprintendenza gela i comitati e il Comune di Bari sulla realizzazione in corso della palazzina sul mare, l'edificio da 12 metri che sta sorgendo sul lungomare De Tullio, nella zona del porto, e destinato ad ospitare gli uffici del Provveditorato alle Opere Pubbliche. L'organo periferico del Ministero ai Beni Culturali non ravvede ostacoli al completamento dei lavori, ravvisando come unica prescrizione di mitigazione - si legge nella nota inviata dalla direttrice regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici, Maria Carolina Nardella - la sistemazione di una siepe composta da piante di pitosforo al posto degli oleandri. Una questione da pollinito ce verde che ha fatto andare su tutte le furie il sindaco Antonio Decaro aprendo di fatto uno strappo istituzionale tra l'ente comunale e l'organo ministeriale. "Non ho parole. Ho letto quel passaggio cinque volte. E' un atto di arroganza" tuona il primo cittadino chiamando attorno a sé tutti i comitati, circa una trentina, che in questi mesi si stanno opponendo a quello che ormai viene defile il "nuovo ecomostro" di Bari. Un Decaro furioso che elenca i lunghi carteggi avuti in questi mesi con i soggetti interessati, Soprintendenza e Provveditorato alle Opere Pubbliche, dopo la scoperta da parte dei suoi uffici di un vecchio vincolo del 1912, poi confermato dai documenti, che tutela la visibilità dei monumenti, in questo caso del Castello, disciplinando, ma non impedendo, attività edilizie circostanti. "Io come amministratore - spiega non mi sognerei mai di continuare dei lavori in presenza di un vincolo. Anzi, collaborerei per studiare delle soluzioni". Quelle stesse soluzioni che più volte lo stesso Decaro ha presentato agli organi ministeriali anche nel corso di alcune trasferte romane: "Che senso ha fare degli uffici lì? Abbiamo un immenso patrimonio dismesso da riutilizzare" rincara la dose il sindaco preannunciando ogni tipo di azione e condividendo l'idea del premier Renzi: "Le Soprintendenze vanno abolite". Insomma, la polemica è aperta e l'amministrazione comunale pare davvero intenzionata a dare battaglia per impedire la realizzazione della palazzina. Il sindaco chiederà all'autorità portuale il suo piano regolatore "perché il rapporto della città con il mare non deve essere pregiudicato". "Siamo rimasti letteralmente basiti - aggiunge l'assessore all'Urbanistica Carla Tedesco - perché con o senza vincolo il parere della Soprintendenza è rimasto immutato. Ci pare addirittura paradossale visto che è un ente preposto alla tutela dei beni e del paesaggio. Noi andremo fino in fondo perché non vogliamo mettere la polvere sotto il tappeto. Non è un'opera strategica ed essenziale. Gli uffici del Provveditorato possono andare anche altrove. Noi vogliamo lasciare la speranza di una città migliore". Pronta la mobilitazione delle associazioni e dei comitati, già a partire da domani con un'assemblea pubblica alle 11 in largo Santa Chiara. Nella sua nota la Soprintendenza esprime quindi un parere pienamente favorevole ribadendo che saranno piantumate 45 nuove alberature e che in molti casi la visione generale del Castello non è affatto compromessa, se non sul lato nord-est in prossimità della costruzione esistente e in un punto dal quale le visuali del monumento sono già "quasi completamente impedite dalle alberature ad alto fusto".
BARI - Ecomostro della città vecchia la soprintendenza va avanti Decaro: "Dovrebbero abolirvi"
Il Comune di Bari ha chiesto al Ministero dei Beni Culturali di annullare la realizzazione di una palazzina sul mare che sta sorgendo sul lungomare De Tullio, in quanto si trova in una zona protetta dal vincolo del 1912. La Soprintendenza ha invece espresso un parere favorevole alla realizzazione, ma con la condizione di piantare 45 nuove alberature. Il sindaco Antonio Decaro ha reagito con fermezza, affermando che non ha parole per l'arroganza del Ministero e che il Comune si oppone alla realizzazione dell'opera. L'amministrazione comunale ha chiesto al piano regolatore dell'autorità portuale per non pregiudicare il rapporto della città con il mare.
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