Decentramento Professioni. Gli architetti di Massa Carrara denunciano ritardi nel disbrigo delle pratiche. Sono passati più di due mesi da quando l'allora ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani ha inaugurato la nuova soprintendenza a Lucca, competente anche sui tenitori di Massa e Carrara, che avrebbe dovuto rappresentare uno dei banchi di prova per misurare l'efficacia del nuovo codice dei beni culturali. Da più fronti, e soprattutto dai professionisti, sono però arrivate critiche all'idea di creare questo nuovo ufficio perché la sede lucchese non sembra ancora in grado di lavorare a pieno regime. Tutto questo sta infatti comportando notevoli ritardi per chi, come gli architetti, deve rivolgersi alla soprintendenza per avere i permessi per lavorare sia sugli immobili che sorgono in una zona a tutela ambientale, sia per gli immobili di particolare interesse storico. «Ho ricevuto parecchie segnalazioni negative da miei colleghi dice Giancarlo Cacciatori, presidente dell'Ordine degli architetti di Massa e Carrara. l'ufficio di Lucca non funziona ancora bene e ciò comporta dei disagi. Credo che prima di creare la nuova soprintendenza fosse necessario dotarla di uffici, archivi e personale. A Pisa prima avevamo dei nostri delegati con grande esperienza mentre ora registriamo una carenza di collaboratori che in pratica ha bloccato il lavoro. Avrei comunque preferito rimanere sotto la competenza di Pisa finché la sede di Lucca non fosse diventata perfettamente operativa». Il nodo più difficile da sciogliere appare essere quello legato al personale. Si prevede infatti che la sede lucchese debba essere gestita secondo il principio del costo zero, senza cioè aumentare di un euro gli impegni di spesa attuali. Questo significa ricorrere alle risorse esistenti ma, se a pieno regime la nuova struttura potrà contare su un organico di 50 unità, per il momento questo traguardo appare ancora lontano. Il nuovo soprintendente, Luigi Ficacci, difende la struttura e respinge le strumentalizzazioni sottolineando che nella sostanza non è cambiato nulla colla costituzione della sede di Lucca. «Il continuo progresso della disciplina di tutela spiega coincide però con una decadenza dei mezzi a disposizione e qualsiasi soprintendente è costretto a confrontarsi con il costo zero che è una condizione da superare ma anche un nostro punto d'orgoglio. Far fronte ai nostri compiti è comunque una nostra prerogativa e la soprintendenza di Pisa ci ha offerto la sua sussidiarietà fino al mese di aprile. Proprio dagli enti locali viene poi la maggiore disponibilità il Comune di Lucca in tre settimane ci ha permesso di trovare una sede adeguata nella ex manifattura Tabacchi». Anche per l'intervento dei sindacati il trasferimento dei dipendenti da Pisa è stato proposto solamente su base volontaria e non tutti hanno aderito. «È chiaro che la decisione di aprire la soprintendenza a costo zero non rende possibile, per cause di forza maggiore, la piena efficienza di questo ufficio sostiene l'architetto Roberto Mannocci, presidente della sezione lucchese di Italia Nostra nei piani ministeriali c'era l'idea che il personale si sarebbe trasferito da Pisa ma questo è accaduto solo in parte e quindi la situazione attuale vede un solo funzionario per la provincia di Lucca che si occupa del settore dei beni architettonici e paesaggistici mentre prima ne aveva addirittura tre. La stessa cosa continua è accaduta nel settore dei beni artistici dove ora ci sono due funzionari per il lavoro che prima era svolto da tre persone. A Lucca poi non c'è personale amministrativo che possa gestire il protocollo e così le lettere protocollate sono costrette a passare prima dagli uffici di Pisa». A minimizzare la situazione è Elvio Cecchini, presidente dell'ordine degli architetti di Lucca: «Stiamo vivendo un momento di passaggio ed è assolutamente inevitabile che ci siano dei disagi. Ho visitato recentemente gli uffici e ho incontrato personalmente il soprintendente che mi ha illustrato il lavoro che stanno svolgendo».