Zecchi: sì al "Ricciolo di Donna" ma d'ora in poi saremo più severi «Il marchio di qualità del Comune non deve essere concesso a iniziative artistiche modeste» Gallerà: il compito dell'amministrazione non è quello di dare giudizi di valore La Maiolo vota contro la delibera per l'esposizione dell'opera alla Triennale: è offensiva Il «Ricciolo di Donna» strappa il patrocinio del Comune, ma l'assessore alla Cultura Stefano Zecchi assicura che è l'ultima volta che il marchio del Comune viene abbinato a realizzazioni «dal valore artistico molto modesto». «D'ora in poi vaglierò personalmente le richieste promette . Sulla base della mia precedente esperienza vi posso garantire che è difficilissimo ottenere il patrocinio del Comune di Venezia e anche a Milano dovrebbe essere così. Finora il sostegno a manifestazioni è stato concesso il modo quasi automatico, invece dovremmo fare il contrario: farci pagare e utilizzare soldi per sostenere i giovani artisti meritevoli, anche se mi rendo conto che questo è impossibile». La giunta è appena finita è il risultato è quello atteso: è passata la delibera per la concessione di patrocinio e l'uso temporaneo a titolo gratuito del fossato del Castello Sforzeco per l'iniziativa «Arte da mangiare, mangiare arte», in programma da domani all'8 maggio. Per l'occasione, davanti alla Triennale, sarà esposta un'opera dello scultore Silla Ferradini intitolata «Ricciolo di donna». E proprio sull'opportunità di legare il marchio del Comune al «Ricciolo» la giunta si è divisa. Il «sì» è arrivato a maggioranza, ma l'assessore Tiziana Maiolo ha votato contro e Zecchi si è astenuto, nonostante fosse stato lui a presentare la delibera. «Mi sono trovato un assessorato che viene considerato una specie di mucca da mungere e ad essere munto è il patrocinio esordisce . Come assessore alla Cultura gioco gli ultimi dieci minuti della partita e mi trovo uno schema già fatto che non intendo rompere, ma i momenti previsti nella manifestazione sono letteralmente modesti, non hanno alcun valore artistico. Non voglio dire che tutti debbano essere laureati in lettere e filosofia, ma basta aver fatto decentemente il liceo per sapere che queste cose sono trite e ritrite. Non ho votato contro perché avrei fatto saltare l'insieme della manifestazione, ma in futuro le cose non andranno più così. Dico solo che questa iniziativa ha ottenuto il patrocinio per 8 anni e nessuno ha mai detto niente». Zecchi sventola gli inviti alla manifestazione sui quali spicca il logo del Comune, accanto a Regione e Provicia. «I cartoncini sono stati stampati prima che sì riunisse la giuntarincara . Chi chiede il patrocìnio sa che per diritto divino lo ottiene in ogni caso. E' una cosa sconcia. Il patrocinio dovrebbe essere un marchio dì qualità». L'assessore si dice contento che la collega Maiolo abbia sollevato la questione in giunta. «Mi sono sentita offesa come donnaha ribadito leie non ho cambiato idea dopo aver ricevuto una lettera dallo scultore». Ogni volta la giunta sì trova a dare il via libera a decina di patrocini, ma sul giro dì vite annunciato da Zecchi c'è una certa perplessità,. «Il compito dell'amministrazione osserva l'assessore Giulio Galleràè quello dì moltiplicare le possibilità e le offerte, non di dare un giudizio di valore su quello che l'assessore di turno ritiene più bello».
(Milano) L'assessore alla Cultura: vaglierò personalmente tutte le richieste di patrocinio
L'assessore alla Cultura Stefano Zecchi ha votato a favore della delibera per il patrocinio del Comune di Venezia per l'esposizione dell'opera "Ricciolo di Donna" alla Triennale, ma ha affermato che sarà l'ultima volta che il marchio del Comune viene abbinato a realizzazioni dal valore artistico molto modesto. L'assessore Tiziana Maiolo ha votato contro, affermando che l'opera è offensiva. La delibera è stata approvata con maggioranza, ma Zecchi si è astenuto. L'assessore Giulio Gallerà ha osservato che il compito dell'amministrazione è quello di moltiplicare le possibilità e le offerte, non di dare un giudizio di valore.
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