VENEZIA Firme raddoppiate, in nemmeno due giorni le adesioni alla petizione contro lo scavo del canale Contorta sono passate da 400 a 965. Mentre è bufera all'interno del Partito democratico, perché un gruppo di militanti si è schierato contro la decisione del Comitatone. «La scelta non ha risolto un bel nulla si legge nella lettera sottoscritta da 22 attivisti , il sistema decisionale assomiglia troppo a un nuovo Mose, la politica si è sottratta alle sue responsabilità cedendo al piglio di un capitano di lungo corso come Paolo Costa, già rettore, sindaco, ministro e ora presidente del Porto». I toni sono severi e accusano il Pd di essersi ammutolito. «Chi pensa di candidarsi o candidare qualcuno al governo di Venezia dovrà ben dire cosa pensa e si propone di fare sulle navi», concludono i 22 tra cui ci sono l'ex presidente di Avm Giorgio Nardo, l'ex consigliere provinciale Serena Ragno, l'ex presidente di Municipalità Enzo Castelli, il docente di Iuav Antonio Rusconi, Marco Zanetti e William Pinarello, attivi nelle lotte ambientaliste del Lido. La petizione invece, lanciata su Facebook dal neonato gruppo «Per l'isola di Sant'Angelo e la nostra laguna» e sul portale «change.org» dal Gruppo 25 aprile sta ottenendo adesioni da ogni angolo d'Italia e dall'Europa, tutti indignati per una scelta che sarebbe contraria alla tutela ambientale di Venezia. L'obiettivo iniziale era di arrivare a mille firme per inviare quindi il documento al premier Matteo Renzi ma è facile che il numero sia abbondantemente superato. Tra i firmatari anche lo scrittore Alvise Zorzi: «Aderisco con entusiasmo all'appello che spero possa salvare dalla cecità dei politici la nostra Laguna e di riflesso la nostra Venezia».