VENEZIA «Il ticket d'ingresso a Venezia permette di controllare i indirizzare i flussi del turisti e raccogliere fondi per la manutenzione della città». Il sovrintendente regionale ai beni culturali e paesaggistici Ugo Soragni si schiera col sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni. Un biglietto per accedere alla città permette d'indirizzare i turisti, cosa oggi impossibile. E mette una barriera al degrado. VENEZIA E se la soluzione al degrado fosse davvero il ticket turistico? D'accordo, come spiega il sovrintendente del Veneto dei Beni culturali e paesaggisti Ugo Soragni è un problema di polizia urbana, ma il biglietto d'ingresso permetterebbe una gestione di flussi che non c'è. Ogni giorno il caos è dietro l'angolo. Oggi ad esempio con lo sciopero dei dipendenti delle Apt non ci saranno informazioni per i turisti: il risultato è che chi avrà bisogno di aiuto rimarrà in balia dei cartelli (pochi) sulle calli per girare il centro storico, arrivare a San Marco e lì fermarsi, perché senza suggerimenti l'itinerario segnato a Venezia è sempre quello: piazza, campanile, basilica e palazzo Ducale. Se poi fa caldo ci si toglie la camicia, se arriva la fame ci si ferma sui gradini del museo Correr a mangiare il panino, se scappa la pipì magari si utilizza un cestino delle immondizie. «E' la polizia municipale che deve intervenire e punire le condotte iscrivibili al cattivo comportamento», dice il sovrintendente del Veneto. Per lui una soluzione potrebbe essere quella del ticket d'ingresso che ha lanciato il sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni. «Permette di controllare e indirizzare i flussi dei turisti oltre che raccogliere i fondi per la manutenzione e la cura della città», precisa Soragni. Perché decine di migliaia di visitatori al giorno usano la città, sporcano, frequentano i mezzi pubblici: in sostanza le masse di turisti hanno un costo in termini di vigilanza, polizia urbana,pressione esagerata sui vaporetti che ora pagano esclusivamente i veneziani, ma che con un contributo i turisti stessi potrebbero rendere i luoghi più vivibili e aiutare a ridurre le situazioni di degrado. L'idea di Soragni è quella di puntare su itinerari più articolati che vadano incontro alle esigenze, agli interessi e alla curiosità dei visitatori. Qualche esempio: c'è chi preferisce il turismo museale, chi quello religioso, altri ancora preferiscono l'aspetto pittorico. Venezia offre tutto questo e molto di più, potrebbe quindi essere proposta una sorta di kit illustrativo assieme al biglietto che ne deriva dal pagamento del ticket. «Il biglietto da solo rappresenterebbe un aspetto meramente economico che invece deve essere arricchito con una gestione che possa andare a diminuire la pressione turistica sull'area centrale, evitando così derive come quelle che vediamo fotografate in questi giorni», spiega il sovrintendente del Veneto. Le foto stanno ancora facendo il giro del mondo: il titolo «Degrado a Venezia» accompagna le immagini di bagni nei canali, docce nei parcheggi del Tronchetto, pic-nic a San Marco, pediluvi nei rii, abbronzature improbabili anche in bichini tra le colonne di San Marco e del Todaro, fino ai bisogni nei cestini. «La Sovrintendenza può intervenire se questi comportamenti sfociano in azioni vandaliche al patrimonio culturale penalmente rilevanti», precisa Soragni che però è pronto a mettere la proposta anti-degrado nero su bianco in qualsiasi momento, a patto però che si verifichi una condivisione sulla regolamentazione degli accessi che vada oltre la questione ideologica e diventi pratica. «Noi siamo in grado e pronti ad aiutare l'amministrazione a realizzare e pianificare un progetto complessivo conclude il sovrintendente Mi sembra ormai una cosa inevitabile e opportuna per meglio gestire Venezia». Il turismo altrimenti anziché una risorsa rischia di restare un problema quotidiano che sfocia anche in disagi sociali.