Riapre ai turisti, dopo 79 anni, il Mausoleo dell'imperatore Augusto nel centro di Roma. In occasione del bimillenario della morte del fondatore dell'impero, l'amministrazione comunale ha programmato alcune visite guidate. Non è andata bene: saltata la luce, l'acqua ha invaso l'area esterna. arà perché il sindaco capitolino predilige l'orrendo Colosseo del profanatore di Gerusalemme, sarà per la mancanza di fondi che da anni blocca il restauro del Mausoleo di Augusto (ma si potrebbe tentare di estorcere ai pensionati un contributo di solidarietà anche per i monumenti), sta di fatto che quanto è accaduto a Roma nella solenne ricorrenza del 19 agosto 2014 sembra proprio una beffa. Proprio nel giorno anniversario, anzi bimillenario, la tomba di Augusto, preclusa da anni al pubblico e finalmente aperta per quell'unico giorno, si allaga e rimane al buio al cospetto di un centinaio di turisti esterrefatti e forse esilarati. E pensare che il preveggente imperatore, uomo di poche parole ma di molti fatti, aveva provveduto come scrive Svetonio ad allargare e ripulire l'alveo del Tevere per frenare le inondazioni. Tale rischio si era aggravato a causa del caos edilizio: da tempo il fiume era ostruito dai detriti e sempre più imbottigliato «per l'estendersi degli edifici». Augusto operò secondo un piano, non già assecondando gli intermittenti capricci degli amministratori. Aveva trovato una città «sempre soggetta a inondazioni e a incendi» scrive ancora Svetonio e aveva cercato di renderla «sicura, per quanto umanamente possibile, anche per l'avvenire». L'aveva ricevuta di mattoni e la lasciava di marmo: era questo il suo vanto. Coinvolse i privati, ma in primo luogo mettendo in moto i più danarosi. Incitò i cittadini più in vista a investire i propri quattrini per l'edilizia pubblica. Diversamente dai suoi discendenti postremi, non pensava che per risanare il paese si spremono i meno abbienti. Personalmente si assunse il compito di riattare la Flaminia fino a Rimini. Insomma conosceva l'arte di governare, non quella di vessare, e oggi, forse, si è proprio divertito.