L'idea del museo è carattere fondante della civiltà: rende immortale la memoria collettiva Quando nasce l'«idea» di museo? Quando papa Sisto IV, nel 1471, dona al popolo romano perché siano conservati in Campidoglio le celebri opere d' arte che erano già allora simbolo identitario della città: la Lupa, l'enorme testa in bronzo di Costantino, lo Spinano, l'Èrcole eccetera...? 0 forse sono già «museo» le collezioni raccolte dai signori del Rinascimento nei loro studioli di Firenze, di Mantova, di Ferrara, di Urbino? Oppure occorrerà andare ancora più indietro nel tempo, al Petrarca amico di Simone Martini, all'umanista, critico d' arte e numismatico il quale raccoglie monete romane per fame dono al sacro romano imperatore Carlo IV di Boemia perché le immagini dei Cesari antichi siano di monito e di stimolo alla politica del sovrano? Volendo potremmo retrocedere fino alle pinacoteche e ai musei del mondo greco e romano di cui ci forniscono testimonianza gli autori classici (come Pausania o Plinio il Vecchio). Una cosa è certa tuttavia. Il museo come istituzione e anzi come "categoria dello spirito", è congeniale all'uomo d'Occidente. Possiamo dire che l'idea di museo è carattere, distintivo fondante della nostra civiltà. Questa nostra parte del mondo che ha inventato i miti di Ulisse e di Faust (il viaggio a ritroso sul filo dei ricordi e degli affetti, la nostalgia della patria perduta ma mai dimenticata, la vittoria impossibile e tuttavia continuamente cercata sull'oblio e sulla morte) è anche quella che ha dato forma al museo. Il museo è la testimonianza di quello che siamo stati, certifica la nostra identità, consegna a una specie di sacralizzata immortalità la memoria collettiva di cui sappiamo e vogliamo essere parte. Con il museo 1'uomo d'Occidente ha cercato di esorcizzare l'insignificauza e la morte. In età moderna, dall'Illuminismo e fino a ieri, il museo, diventato pubblico, perfeziona e teorizza la sua missione. La società lo ritiene importante perché è strumento di educazione e di incivilimento, prima di tutto. Perché è il luogo dell'identità nazionale o civica, perché stimola l'orgoglio patriottico, perché esalta il ruolo culturale e quindi anche politico della città o della nazione. Tutto ciò era vero fino a ieri perché oggi «l'idea di museo» appare in rapida mutazione. La funzione didattica è ancora molto avvertita negli Stati Uniti d'America, sempre di meno in Europa. Qui da noi in Italia con più evidenza e con più rischi che altrove il museo, staccandosi dai suoi tradizionali ormeggi storicistici e idealistici (Archivio della Storia, Specchio della Patria, Tempio del Bello) veleggia verso gli incogniti e insidiosi lidi dello spettacolo permanente e della fruttuosità economica. Del resto, a Firenze come a Londra, a Parigi come a Madrid, i cittadini si sentono espropriati del "loro" museo ormai invaso dai turisti e finiscono col considerarlo sempre più un'occasione di guadagno e sempre meno uno strumento di educazione e motivo di orgoglio patriottico. Eppure la gente del mondo continua a fare la coda agli Uffizi e al Louvre, ai Musei Vaticani e al Prado. Come spiegare questo fenomeno? Io credo che ciò dipenda dal fatto che, per l'uomo contemporaneo, il museo in un certo senso e per certi aspetti sostituisce il cielo metafisico, assicura una consolante sensazione di stabilità e di continuità. Per il moderno popolo dei musei le indecifrabili icone dell'arte antica sono come pallidi soli sorti al posto delle stelle spente: le declinanti ideologie, la politica che non c'è più, le identità sociali sempre meno riconoscibili. Per questo la gente fa la coda agli Uffizi e al Louvre. Per questo il museo è destinato a svolgere una funzione ancora necessaria e comunque insostituibile.
In quei saloni c'è la nostra identità
Il museo è un'istituzione fondamentale della civiltà occidentale, che rende immortale la memoria collettiva. L'idea del museo è nata nel 1471, quando papa Sisto IV donò opere d'arte a Roma. Tuttavia, le collezioni dei signori del Rinascimento erano già considerate musei. Il museo è stato per secoli un luogo di educazione e di incivilimento, ma oggi la sua funzione didattica è sempre meno avvertita. In Italia, il museo sta cambiando, diventando più un luogo di spettacolo e di guadagno, mentre in altri paesi come gli Stati Uniti, la funzione didattica è ancora molto importante.
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