ROMA, 26 MAR - (di Nicoletta Castagni) - Il Museo Nazionale di Bagdad pericolosamente vicino ai palazzi del potere di Saddam, la 'ziqqurrat' di Aqarquf (scambiata dall'antichita' per la Torre di Babele) circondata da un grande campo militare, i siti archeologici di Ninive a pochi chilometri da Mosul: il patrimonio storico artistico iracheno e' a rischio bombe. L'allarme lo ha lanciato oggi a Roma l'archeologo Antonio Invernizzi, che a Bagdad dirige la Scuola Archeologica italiana, intervenendo al convegno 'I Beni culturali nelle zone di guerra' organizzato da Archivio Disarmo. Culla della civilta', l'odierno Iraq e' infatti l'antica Mesopotamia e nel suo territorio tra il Tigri e l'Eufrate gli archeologi hanno contato circa 15.000 siti di grandissimo interesse, di cui un terzo ancora completamente da esplorare. La maggior parte di essi, ha detto Invernizzi, e' prossima al teatro degli scontri e in alcuni casi proprio nel mezzo. "Bagdad - ha ricordato l'archeologo - si trova al centro dell'Iraq, un'area che fu cruciale anche per gli insediamenti nell'antichita' e alcune localita', solo parzialmente sottoposte a scavo, si trovano, dopo la grande espansione degli anni '70, inglobate nell'abitato". Il tempio neobabilonese di Tell Harmall, elenca Invernizzi, sorge in un quartiere affollato di costruzioni e particolarmente critica e' la collocazione della ziqqurat cassita di Aqarquf, costruita all'inizio del II millennio a.C.. Il monumento in mattoni crudi, scambiato dai viaggiatore del '500 per la leggendaria Torre di Babele, e' stato ormai raggiunto dalla periferia di Bagdad ed ora e' letteralmente circondato da uno dei campi militari piu' rilevanti dell'Iraq. Inoltre, i resti di questa gigantesca costruzione, che svettano ancora fino a 45 metri d'altezza, sono molto vicini all'aeroporto civile internazionale della capitale e a un gruppo di altissime antenne radio, probabili obiettivi dei bombardamenti alleati. Come lo e' il Museo Nazionale di Bagdad, prossimo ai 'palazzi del potere', alla sede di una radio importante e alla stazione ferroviaria. Anche se il museo e' chiuso da tempo e probabilmente le sue preziose collezioni portate vie per essere custodite in depositi disseminati sul territorio nazionale, 'i combattimenti per il controllo di Bagdad - ha detto Invernizzi - se ci saranno, saranno accaniti e rappresenteranno un notevole pericolo per l'integrita' fisica di quella sede e dei suoi magazzini". Altro elemento di rischio, ha proseguito l'archeologo, sono i furti che gia' all'epoca della guerra del Golfo hanno decimato quel patrimonio storico artistico unico al mondo. Musei e siti sono stati presi d'assalto da ladri improvvisati e dai numerosi custodi con uno stipendio da fame, che trafugando reperti di ogni tipo hanno alimentato il commercio illegale di antichita'. Infine, l'incuria cui saranno abbandonati molti siti peggiorera' la situazione. Come nel caso dei bassorilievi del 'Palazzo senza uguali' del re Sennacherib a Ninive. Invernizzi li ha esaminati nella sua ultima missione conclusasi a gennaio. Gia' in cattivo stato al momento del recupero, le lastre sono state private della protezione delle tettoie che proteggevano le sale dalle intemperie e dal sole. L'Istituto centrale di restauro avrebbe dovuto iniziare un risolutivo intervento proprio ad aprile.
IRAQ: da Torre di Babele a Museo di Bagdad, i siti a rischio
L'archeologo Antonio Invernizzi ha lanciato un allarme per il patrimonio storico artistico iracheno, che e' a rischio bombe. Il Museo Nazionale di Bagdad, la ziqqurrat di Aqarquf e i siti archeologici di Ninive sono tra i luoghi più pericolosi. L'Iraq e' l'antica Mesopotamia, con circa 15.000 siti di grandissimo interesse, di cui un terzo ancora da esplorare. La maggior parte di essi e' prossima al teatro degli scontri e alcuni sono già nel mezzo. Il tempio neobabilonese di Tell Harmall e la ziqqurrat cassita di Aqarquf sono tra i luoghi critici.
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