L'anarchia nel commercio ambulante e i recenti interventi del Campidoglio in tema di tavolino selvaggio e paninari: si può immaginare una Roma in cui bar e ristoranti possano ospitare i clienti senza sottrarre all'uso collettivo piazze e monumenti ROMA - Allora si può. Cioè si può governare una città, decidendo e assumendosi precise responsabilità. Si può affrontare il nodo dell'occupazione dello spazio pubblico nelle piazze e nelle vie del centro storico senza cedere al ricatto «meno tavolini-meno posti di lavoro». Ovvero si può immaginare una Roma in cui bar e ristoranti possano ospitare i loro clienti senza sottrarre all'uso collettivo piazza Navona, Campo de Fiori, piazza de' Ricci, tutte le vie del Tridente, e si potrebbe continuare. Perché un conto è il rispetto delle concessioni, altro conto è un uso arrogante di interi pezzi della città antica. Si possono estirpare i camion bar Camion bar ai Fori Camion bar ai Fori Si può (clamoroso) finalmente estirpare i camion bar dal Colosseo e dai Fori Imperiali, ridurre al minimo quelli al Pantheon e a Fontana di Trevi. Così come si può affrontare un'emergenza rifiuti come si deve, convocando i vertici dell'Ama, rivedendo il piano ferie, richiamando i dipendenti malati cronici ed esigendo spiegazioni dai loro medici, organizzando un piano di pulizia generale della città. Roma, in questi giorni, è uscita dalla catastrofe delle scorse settimane: bisogna riconoscerlo. Piccola parte del merito è forse della rabbia provocata in Campidoglio dal twitter di Bruno Vespa. Altra lezione: tutti hanno diritto di protestare ma il sindaco di Roma (qualsiasi sindaco) non può e non deve scambiare una contestazione per un attacco personale. Lo sgombero del Valle e gli inutili «facilitatori» E poi si può finalmente sgomberare un teatro settecentesco rimasto per tre anni nelle mani di un autoeletto gruppo di «okkupanti» che hanno lasciato molte tracce grafiche ma ben poche nella drammaturgia. Un anno di amministrazione Marino se n'è andato rinviando, tergiversando, perdendo tempo, affidando a un ridicolo collegio di «facilitatori» il compito di dialogare con chi aveva sottratto un bene così nobile alla città, mai minacciato da alcuna privatizzazione, lasciando (come abbiamo detto più volte) la volgarissima incombenza di pagare le utenze a tutti noi disgraziati contribuenti romani. Finalmente è arrivato qualcuno (l'assessore Giovanna Marinelli) capace di decidere e di agire. Quindi si può governare anche un caso complesso come il Valle, basta «volerlo», magari lavorando di moral suasion ma stabilendo una data con chiarezza. C'è da sperare che ora arrivi un vero progetto, come ha sottolineato venerdì Paolo Fallai, dopo un'esperienza (contestata da Dario Fo come da Gabriele Lavia e Glauco Mauri, e chiediamo scusa per la pochezza di questi nomi) che, alla fine, ha partorito un assoluto capolavoro di presunzione e di boria, un piano di «restauro partecipato» del teatro (attribuito addirittura a Salvatore Settis che ha prontamente, e saggiamente, smentito) quasi che la soprintendenza statale fosse sprovvista degli strumenti tecnico-culturali per intervenire e ripristinare. Decisioni chiare e mai un giorno di disattenzione Morale: governare Roma si può, nonostante il buco da un miliardo ereditato dal passato e nonostante le mille difficoltà quotidiane. E il sindaco Marino in questo mese lo ha fatto, dando alla città la percezione di atti di governo finalmente chiari. Perché - lo ripetiamo - basta darsi una rotta, agire, e soprattutto non abbandonare il campo dopo la prima emergenza. Sarebbe sufficiente una settimana di disattenzione per ritrovare piazza Navona trasformata in un immenso ristorante all'aperto. Sindaco avvisato, eccetera.
Nuovo decoro: se davvero si può governare, il pericolo è distrarsi
Il Campidoglio di Roma ha recentemente intervento per affrontare il problema dell'occupazione dello spazio pubblico nelle piazze e nelle vie del centro storico. Il sindaco di Roma ha deciso di ridurre al minimo i camion bar e di affrontare l'emergenza rifiuti. La città è uscita dalla catastrofe delle scorse settimane e il sindaco Marino ha fatto decisioni chiare e non abbandonato il campo dopo la prima emergenza. Il governo di Roma si può fare, anche se ci sono ancora difficoltà quotidiane. È necessario dare una rotta, agire e non abbandonare il campo. Il sindaco Marino ha dimostrato di poter governare la città e affrontare le emergenze. È necessario continuare a lavorare per migliorare la situazione della città.
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