SPESSO pericolanti e nella maggior parte dei casi fatiscenti. Perle che furono della architettura di un tempo e che oggi lentamente si sgretolano per incuria e indifferenza da parte dei proprietari. Nel borgo antico dei monumenti colabrodo ci sono anche i palazzi d'epoca. Edifici che ogni giorno fanno parlare di sé per la caduta di intonaco e di calcinacci destando non poca preoccupazione tra i residenti. Basta un piccolo scricchiolio per mettere in allerta vicoli, corti e strade. A Bari vecchia sono circa una ventina gli edifici tenuti sotto stretta osservazione. "Monitorati almeno due volte all'anno spiegano dagli uffici comunali dell'Edilizia Pericolante con sopralluoghi e verifiche tecniche". Ponteggi e impalcature spesso sistemate dal Comune perché i proprietari, in molti casi assenti, risultano il più delle volte inadempienti nonostante le ordinanze ad horas, i solleciti e le diffide a rimuovere ogni situazione di pericolo. E se il Comune spende di tasca propria, poi presenta il conto con vere e proprie cartelle esattoriali. "Se avessimo più personale continuano dagli uffici potremmo fare sicuramente più controlli". La situazione comunque, ascoltando i racconti dei tecnici che ogni giorno verificano la staticità di scale, solai e facciate, a differenza degli anni passati, non sarebbe allarmante. Certo, la prevenzione e la prudenza non vanno mai messe da parte. Gli uffici ricevono complessivamente all'anno 350-400 segnalazioni da ogni angolo della città e nella lista dei quartieri più pericolanti Bari vecchia non è ai primi posti. Ma sulla mappa del borgo antico in caduta libera è anche una guerra di numeri. Secon- do il comitato di quartiere e l'Acli Dalfino, gli immobili pericolanti ammontano a una cinquantina. "Abbiamo edifici bellissimi ma abbandonati come palazzo Casamassimi, San Triggiano e i due, San Michele e San Gaetano, donati dal Comune alla Fondazione Petruzzelli per salvare il bilancio, ma lasciati nel più totale abbandono" tuona Michele Fanelli che da anni con i cittadini del centro storico si batte per il recupero del patrimonio della zona. "Se i proprietari non vogliono più saperne di questi immobili disabitati continua il Comune se ne faccia carico: ci sono stanze e giardini interni da recuperare e che custodiscono affreschi e oggetti di un inestimabile valore storico. E invece ci ritroviamo con porte e finestre divelte e con erbacce altissime simili a quelle delle foreste". Secondo l'Acli Dalfino questi immobili diventano d'estate delle bombe ecologiche perché accumulano rifiuti, erbacce e topi. Altro capitolo quello delle chiese. "Fortunatamente è stata recuperata di recente aggiunge Fanelli quella di San Sebastiano e grazie all'intervento di don Lanzolla, ma ce ne sono altre come la chiesa di San Martino, cappella gentilizia del palazzo Bianchi Dottula, che cade a pezzi". Uno scenario quindi desolante e spesso aggravato anche dal vandalismo. Mesi fa Comune e Soprintendenza sono più volte intervenuti per salvare la Colonna Infame di piazza Mercantile, cadente su un lato a causa dei continui colpi presi durante le ore della movida. Il leone sottostante è stato spesso trasformato in una giostra per i più piccoli. "Ormai la parola degrado per Bari vecchia non ha più senso. Siamo stanchi di pronunciarla" è il commento sarcastico di Gianni Del Mastro, portavoce dei ristoratori del borgo antico. "Ci sorprende dice - l'atteggiamento della Soprintendenza: nel nostro caso è intervenuta celermente per farci togliere i gazebo per questioni legate all'estetica e al decoro, ora invece non si attiva per sollecitare il recupero di questi immobili vincolati e che hanno un grande valore storico-architettonico. Persino la Muraglia sta registrando in alcuni punti l'abbassamento delle chianche. Se non siamo nemmeno in grado di aggiustare i campetti di calcio, come possiamo pretendere la manutenzione dei monumenti e delle chiese, l'ordinario decoro delle strade?". "Ormai conclude Del Mastro stiamo assistendo impotenti al continuo disfacimento del centro storico e per ora la nuova amministrazione comunale non ci ha ancora dato delle risposte".
BARI - Crolli nel borgo antico, il risiko della paura
In Bari vecchia, molti edifici antichi sono in cattivo stato di conservazione, con intonaco cadente e calcestruzzo spesso danneggiato. Il Comune monitora circa venti edifici, ma spesso i proprietari non seguono le ordinanze. I tecnici del Comune verificano la staticità degli edifici, ma la situazione non è sempre allarmante. Gli immobili pericolanti ammontano a una cinquantina, tra cui palazzi d'epoca e chiese. La Soprintendenza ha intervento per salvare alcuni edifici, ma non sempre è intervenuta per il recupero di quelli vincolati. La Muraglia sta registrando l'abbassamento delle chianche.
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