IL MANCATO effetto World Master Games si è avvertito. Ma alla fine, complice anche il fatto che sono aumentati i torinesi rimasti in città, il ferragosto passato all'insegna dell'arte ha incassato un risultato di tutto rispetto. Se l'anno scorso erano stati i 48mila "vegliardi" in canotta e scarpe da tennis a far schizzare la lancetta delle presenze nei musei cittadini, quest'anno a mantenere attivo il bilancio è stato il successo del biglietto d'ingresso a un euro per Palazzo Madama, Museo di arte orientale e Galleria d'arte moderna. Si comprende perché i visitatori abbiano preferito i musei civici, che in alcuni casi hanno quadruplicato le presenze, diversamente dagli altri che hanno perso in media un venti per cento di visitatori rispetto all'anno scorso. I risultati sono stati altalenanti per i templi della cultura cittadina, mentre lo scorso anno l'effetto World Master Games si era spalmato su tutti in maniera omogenea. Il bilancio finale di ferragosto è comunque positivo: negli otto maggiori musei della città sono stati staccati 15.300 biglietti. L'anno scorso, negli stessi poli culturali, i visitatori erano stati 800 in meno, per la precisione 14.500. I più quotati sono stati appunto Palazzo Madama, Gam e Mao, che hanno registrato risultati fuori dall'ordinario, rispettivamente raddoppiando, triplicando e quadruplicando il numero di visitatori. Solo le collezioni di piazza Castello sono balzate, con 2.138 ingressi, al quarto posto nella classifica, dopo "grandi classici" come la Reggia di Venaria, l'Egizio e il museo del Cinema. La trovata della Fondazione Torino Musei del biglietto a un euro ha strappato visitatori proprio ai tre "grandi". L'unico a mantenersi stabile è stato il museo del Cinema, che ha totalizzato 2.450 presenze, appena una trentina meno dell'anno scorso. Ad accusare di più il colpo sono stati Venaria ed Egizio, con un venti per cento in meno di presenze, ma comunque in linea con i risultati dell'anno prima dei World Master Games. «A mancare quest'anno sono stati soprattutto i torinesi, mentre c'è stata una presenza alta di turisti stranieri, soprattutto francesi e spagnoli fa sapere Alberto Vanelli, direttore della Venaria Reale Molti hanno già visto la reggia o i giardini. E l'assenza, in questo periodo, di una nuova grande mostra non deve avere attirato chi già conosce Venaria». Il Museo dell'Auto ha staccato 1100 biglietti (600 in meno rispetto all'anno scorso), mentre il Museo del Risorgimento è cresciuto del 63 per cento registrando 844 presenze.