LA CRISI spinge verso mostre "low cost". E non è detto che sia un male. Anzi, può diventare l'occasione per fare nuove scoperte lontano dai soliti nomi "acchiappapubblico". Nei giorni d'estate, percorrono questa strada i musei romani d'arte contemporanea. Fino al 24 agosto, il Macro presenta Studio Shows, la quinta edizione di Artisti in residenza , che espone quattro autori tra i 42 e i 27 anni. A ciascuno è dato lo spazio di una stanza. Anna Franceschini (Pavia, 1979) propone il video Before They Break, Before They Die, They Fly! : un omaggio a Roma. Dove la "grande bellezza" è rappresentata da souvenir colossei, colonne, sante cecilie, elmi di gladiatori che girano sospesi in aria come in un gioco di prestidigitazione che cita un illusionista ambulante, noto ai cittadini romani come il "Mago Guarda". Nostalgia del presente. Nella stanza del croato Nemanja Cvijanoviç (Rijeka, 1972) tre coppie di statuine del presepe ballano il valzer: sono personaggi di film sul lato oscuro del potere, L'albero di Guernica di Arrabal, Salò di Pasolini e l'episodio La salita di Martone, compreso ne I Vesuviani. Tra citazionismo e malinconia. Efficace lo Studio3 di Guglielmo Castelli (Torino, 1987), che dimostra come si possa ancora dire qualcosa usando i mezzi classici di pittura e scultura. I soggetti dei dipinti olio su tela sembrano attraversare accidentalmente il supporto: sono figure in bilico, fermate in posizioni o prospettive impossibili. Così anche Futura , in resina e pigmenti, che appare quasi una sorella dell'androide di Metropolis, in marcia verso il domani come una sonnambula. Chiude il portoghese André Romão (Lisbona, 1984), che mette a confronto tre installazioni video: una sedia, la zoomata sull'occhio di una statua classica e una tv che in loop rimanda una pubblicità di Calvin Klein con modelli e modelle che mimano la loro riduzione a finti ingenui oggetti del desiderio. Al Macro ci si può imbattere anche in Cecilia Luci, con Made in water ( fino al 7 settembre, a cura di Marco Tonelli e Fabiola Naldi): 25 scatti di forme astratte immerse nell'acqua. Introduction ( a cura di Benedetta Carpi De Resmini, fino al 20 settembre), invece, è la personale della svedese Annika Larsson, residente all'Accademia tedesca di Villa Massimo: tra video di un'Europa in rivolta e documenti che occupano tutta la sala, rimandando alle immagini proiettate. Da scoprire l'antro buio del franco-indiano Chittrovanu Mazumdar. And what is left unsaid ( a cura di Paola Ugolini, fino al 20 settembre) con campane, scatole di ferro e lanterne magiche coniuga tradizione hindi e cultura global. "Pietre d'intralcio" negli spazi siderali di Zaha Hadid sono i quattro finalisti under 45 del Premio Maxxi 2014 (fino al 21 settembre). The School of Narrative Dance, Rome documenta in modo frammentario la complessa performance della vincitrice Marinella Senatore, che ha coinvolto gente comune in una scuola itinerante di storytelling. Per Linda Fregni Nagler la fotografia è oggetto e soggetto di una riflessione sull'arte che parte da Nadar. Micol Assaël realizza una stanza vuota, eppure abitata da una "presenza": lo scheletro di un letto, il lavabo colmo d'acqua, il suono irregolare delle gocce, una scarica elettrica. Nel film San Siro, Yuri Ancarani con freddezza chirurgica racconta la preparazione dello stadio al rito della partita di calcio: operai che sistemano il campo; mani che accendono luci e collegano fili; poliziotti che ispezionano. Tutto finisce con l'arrivo nei sotterranei dei calciatori. Scendono dal pullman in silenzio; un cancello con le sbarre li separa dai tifosi. Schermo nero. Un organo funebre suona e partono i titoli di coda. Il pubblico del Maxxi apprezza.