Se il MarTa non viene citato nemmeno dal Tg 1 quando si fa l'elenco dei musei aperti a ferragosto vuol dire che il marketing territoriale non funziona. La direttrice del Museo Archeologico di Taranto, Antonietta Dell'Aglio, contesta che sia colpa solo del ministero della Cultura. Intervistata dal Corriere rilancia: valorizzare i nostri tesori. TARANTO «La valorizzazione del nostro museo spetta sicuramente agli enti locali, alla Regione e al Comune innanzitutto, e anche al ministero. Noi non abbiamo disponibilità di fondi da destinare alla promozione del MarTa. Possiamo fare solo comunicazione istituzionale seguendo la via tradizionale con i comunicati e con i siti internet». Antonietta Dell'Aglio è la direttrice del museo archeologico di Taranto che cura come una sua creatura. Ora sta lavorando con assiduità seguendo i lavori che porteranno al suo completamento. Ci vorrà ancora qualche mese, ma alla fine il MarTa sarà un punto di eccellenza internazionale, più di quanto non lo sia già adesso.«I numeri di visitatori che avete diffuso in questi giorni commenta la direttrice dopo aver letto l'inchiesta del Corriere del Mezzogiorno sono quelli della media giornaliera. La nostra realtà è questa e noi della Soprintendenza non possiamo fare di più. Soltanto in occasione di qualche evento particolare, come la Notte dei musei o gli Open days, registriamo un maggior afflusso. Le caratteristiche del MarTa e la ricchezza dei suoi reperti e della storia che raccontano meriterebbero molto di più. Devo dire che ultimamente la Regione ha mostrato una particolare attenzione a Taranto ma non è sufficiente a lanciare il museo nell'orbita internazionale che gli compete. Lo confermano i visitatori stranieri, soprattutto quelli particolarmente attenti all'archeologia, che rimangono letteralmente affascinati dalle nostre collezioni e, alla fine della visita, ci chiedono come mai non sia più conosciuto all'estero. Gli appassionati lo conoscono per altri canali, ma il grande pubblico spesso ignora che esiste il museo archeologico di Taranto». È, quindi, confermato che la promozione di questo scrigno storico-culturale è decisiva per farlo diventare una meta di attrazione. «Il MarTa va promosso a livello nazionale e all'estero. Guardi continua Antonietta Dell'Aglio quando il Tg1 ha dato la notizia delle aperture serali dei musei per gli Open days, ne ha citati molti ma non Taranto. È un classico, difficilmente il MarTa viene citato sui giornali, negli itinerari del turismo culturale o per le iniziative ministeriali. I suoi numeri, probabilmente, non inducono la stampa a citarlo ma le sue collezioni meriterebbero più di una citazione. Probabilmente chi si occupa di marketing dovrebbe studiare una campagna di promozione e valorizzazione in modo tale che il nostro museo compaia in tutti i luoghi in cui c'è affluenza di turisti. Penso agli aeroporti non solo pugliesi, nei porti dove attraccano le navi passeggeri, nei luoghi d'incontro, negli stabilimenti balneari, in ogni occasione in cui si parla di archeologia e cultura. La gente, ad esempio, non sa che il museo è sempre aperto, che ci sono le visite guidate, che ci sono sale e sale con le collezioni e non solo due statue, non ha idea della vastità e dell'importanza dei reperti che espone il MarTa e soltanto dopo la visita ci si rende conto del livello espositivo e della storia che raccontiamo. In questo periodo, tra l'altro, c'è anche l'esposizione delle opere di Manzù che arricchiscono ancor più il museo. Registriamo il fatto, ovvio e consolidato, che quando l'ingresso è gratuito l'afflusso è maggiore». A Ferragosto, con il MarTa aperto fino alle 22, biglietto a pagamento e visita guidata gratuita alle 20.15, il botteghino ha staccato 250 biglietti. Ieri sera, giorno di Open days, apertura fino alle 23 e ingresso gratuito dalle ore 20, c'è stato il boom. Alle 21 c'erano già stati 390 visitatori dei quali 250 prenotati al primo turno degli Open days e secondo già prenotato e completo. «Per noi non è una novità trovarci di fronte a questi dati commenta la direttrice è sempre così. Intanto stiamo portando a termine il completamento del museo grazie all'ultimo finanziamento e contiamo di chiudere il cantiere per Natale, al massimo per l'inizio del nuovo anno. Sarà visitabile tutto il secondo piano con spazi più ampi degli attuali e si collegherà storicamente al primo illustrando la storia di Taranto dal popolamento dell'età neolitica fino all'età ellenistica passando per le età del bronzo del ferro con spazi dedicati anche alla Taranto fondata dagli spartani. Il museo dal prossimo anno sarà completo e ci vorrà più di adesso un'adeguata promozione e valorizzazione del sito. Spero che il MarTa trovi gli spazi giusti per essere ancor più apprezzato».