Problemi nella zona della sacrestia e dell'edificio adiacente di proprietà del Comune: lettera al sindaco e alla soprintendenza Crolli nei tetti dell'appartamento superiore alla sacrestia e dell'edificio adiacente, di proprietà del Comune. La sezione locale dell'Archeoclub si è rivolta alla Soprintendenza ai Beni Architettonici del Lazio, al Sindaco ed agli uffici comunali competenti per segnalare lo stato di degrado della Chiesa di San Giovanni e delle sue pertinenze nel centro storico alto. L'associazione ha rilevato due diversi crolli avvenuti in tempi differenti e riguardanti due tetti. IL PRIMO CROLLO "Il primo -si legge nella segnalazione- è pertinente l'appartamento superiore alla sacrestia della chiesa (sito al primo piano dell'edificio, già in uso del parroco), e in particolare la copertura del bagno dell'abitazione; il secondo crollo riguarda l'edificio adiacente, connesso alla stessa sacrestia (con ingresso al civico n. 22, già in uso del sacrestano, dotato di un piano terra e di un piano superiore), e in particolare la falda interna della copertura a doppio spiovente, addossata agli altri due edifici confinanti, posti sui lati nord ed est". "Il primo crollo -spiega l'Archeoclub- è avvenuto tra il 2008 e il 2009, poco tempo dopo la conclusione del restauro del tetto della chiesa di S. Giovanni, caduto, come è noto, nel novembre 2002. Tale crollo, subito segnalato agli enti competenti, ma sinora senza esito alcuno per il rifacimento del tetto, negli ultimi anni ha provocato un grave pregiudizio alle strutture e agli arredi della sacrestia e della chiesa, a causa delle pesanti infiltrazioni delle piogge invernali, che dall'apertura del tetto crollato penetrano liberamente all'interno della scala e degli ambienti sacri sottostanti". IL SECONDO CROLLO "Il secondo crollo -si legge ancora- è avvenuto nei primi giorni dello scorso luglio, dopo essere stato preannunciato da apposite segnalazioni a partire dal settembre 2012. Il crollo ha aperto una voragine nella falda del tetto adiacente ad edifici confinanti abitati ed ha subìto infiltrazioni d'acqua riversate negli ambienti interni a causa delle piogge delle ultime settimane, provocando danni, oltre che all'edificio pubblico, anche a quelli privati". "PERICOLO PER LE PERSONE" L'Archeoclub sottolinea, inoltre, "che tali crolli tendono progressivamente ad allargarsi a motivo dello stato ormai precario delle rispettive coperture, determinando una condizione di insicurezza e di pericolo per le cose e, soprattutto, per le persone che frequentano la zona per ragioni residenziali e turistiche". Viene anche segnalato "che il tetto del campanile della chiesa di S. Giovanni, direttamente connesso sia alla sacrestia sia all'edificio adiacente, presenta già da diversi anni le stesse condizioni di precarietà e di pericolo dei tetti sopra ricordati: la struttura si trova, infatti, all'incrocio di due vie pubbliche, Vicolo delle Belle e Via delle Mura Castellane, intensamente fruite per scopi residenziali e turistici". RISCHIO PICCIONI C'è infine il problema dei piccioni che entrano dalle finestre aperte della chiesa , causando "pregiudizio al monumento e rischio igienico-sanitario". L'Archeoclub chiede interventi urgenti e necessari "a prevenire ulteriori crolli, a garantire la sicurezza e la pubblica incolumità dei cittadini e dei turisti".