Il comitato aveva presentato una formale denuncia contro la sua realizzazione. La posizione contraria del Comune Un'acquisizione di atti e carte all'indomani dell'esposto della rete civica di comitati e associazioni di quartiere. Il caso della palazzina sul mare di Bari finisce in Procura. Mercoledì mattina la polizia giudiziaria ha bussato alle porte dell'assessorato all'Urbanistica del Comune per vederci chiaro sull'edificio da 12 metri che il Provveditorato alle opere pubbliche sta realizzando da qualche mese a due passi dal Castello Svevo. Un atto in pratica dovuto alla luce delle numerose lettere inviate da Palazzo di Città nelle scorse settimane alla Soprintendenza per rivedere il progetto sul quale penderebbe un vincolo storico-architettonico risalente agli anni '30 e che limiterebbe l'edificabilità sul lungomare antistante il borgo antico. "Dopo una serie di carteggi spiega l'assessore all'Urbanistica, Carla Tedesco la Soprintendenza ha riconosciuto la presenza di quel vincolo nel perimetro interno. Ora attendiamo di conoscere il suo parere dopo l'invio da parte del Provveditorato alle Opere Pubbliche delle opere di mitigazione, come ad esempio la piantumazione degli alberi". Opere di mitigazione già contemplate nella precedente conferenza di servizi che ha dato il via libera alla costruzione della palazzina, ma che adesso, dopo la scoperta del vincolo urbanistico, potrebbero essere riviste.