Andavano a caccia di droga e invece hanno scoperto un piccolo giacimento archeologico. È accaduto agli agenti della squadra Volanti della Questura di Grosseto, durante un'operazione in città che ha dato esiti decisamente sorprendenti. Partita dalla scoperta di una "canna", è approdata a 40 anfore romane. L'operazione risale a due sere fa alle 23,30 quando, durante il pattugliamento per il controllo del territorio, gli agenti hanno fermato in una delle vie attigue al centro tre ragazzi grossetani - tutti e tre sui 18 anni - che fumavano uno spinello. Alla vista degli agenti il trio di amici ha tentato subito di sbarazzarsi della sigaretta che infatti è stata subito trovata vicino a loro, mentre uno di loro ha spontaneamente consegnato un involucro contenente marijuana per uso personale. Avendo il sospetto che i tre potessero nascondere altra sostanza stupefacente, i poliziotti hanno perquisito i ragazzi scoprendo altri tre involucri di marijuana, nascosti nel ciclomotore appartenente a uno di loro. A quel punto gli agenti hanno deciso di fare un salto anche a casa del ragazzo il quale vive con i genitori. È qui che sono stati trovati altri involucri di hashish e un bilancino di precisione per pesare le dosi. Il ragazzo è stato denunciato in stato di libertà per traffico di sostanze stupefacenti. Ma è sempre nel corso della perquisizione in questa casa che è spuntato l'inatteso. Gli agenti, cercando qua e là nelle stanze e nei locali attigui, si sono visti spuntare in garage addirittura una quarantina di reperti, verosimilmente d'epoca romana. Si tratta di anfore e resti di anfora, di cui resta da verificare l'autenticità. È scattato il sequestro. I pezzi si trovano ora all'interno della Questura, in attesa che il magistrato disponga la perizia da parte degli organi della Soprintendenza. Come il figlio, anche il padre è stato identificato e denunciato. (el. gi)