CHIETI Nicola Cucullo che boccia la fontana è una notizia: è come dire che un uomo morde un cane. Ma come? L'ex sindaco passato alla storia di Chieti per il piccone, con cui demoliva i lavori pubblici fatti male, ma anche per i rondò, spuntati come funghi e soprattutto le fontane, allo Scalo, al Tricalle e in piazza Malta (tutte rigorosamente in tilt, sic!), ora scrive al vescovo, al direttore del teatro e alla Soprintendenza, per demolire la fontana di piazza Valignani e sparare a zero su Umberto Di Primio e l'assessore ai lavori pubblici, Mario Colantonio? Era il 2004 quando Nicolino tagliava il nastro alla fontana del Tricalle esclamando: «Il grado di civiltà di una città si misura con il numero di fontane». Ed ora, dalla casa di riposo di Pennapiedimonte, scrive il contrario: un pentimento di manzoniana memoria? Ecco la sua lettera: «Di Primio, assieme all'assessore Colantonio, nel presentare l'opera progettata dagli Architetti Augusto Capone e Gianfranco Scastiglia, che prevede una fontana luminosa, disegnata e progettata nel salotto della Città, hanno spiegato che sorgerà al centro di piazza Valignani, circondata dal palazzo della Curia Arcivescovile e dal teatro Marrucino, come pure da altri quattro edifici importanti.Si è appreso che il progetto complessivo del costo di 250 mila euro, prevede anche l'installazione di tre panchine in metallo in piazza Valignani, tre in piazza Vico e una in piazza dei Martiri della Libertà che sono in pietra. Ma i cittadini sono contrari all'iniziativa per oltre l'80. Ne consegue che per reazione Di Primio ha degradato tutti i consiglieri con delega tranne uno: il capogruppo del gruppo misto, Enrico Bucci, che aveva riconsegnato la delega già da due anni». La lettera prosegue: «Dai sondaggi effettuati su Facebook, spunta una fontana in piazza Valignani correlata da un fiume di pareri negativi e dalla indignazione degli abitanti di Santa Maria Calvona che aspettano ancora i soldi per i danni provocati dalla frana.Si può dire che è in atto anche uno scontro politico dai toni e preelettorali per cui è stato inviato un esposto da parte di un consigliere di opposizione alla Procura della Repubblica per denunciare una serie di anomalie nel cantiere aperto in piazza Valignani dove però sono partiti i lavori per la realizzazione della fontana che, per come è stata prevista, non riqualifica, ma semmai squalifica il centro storico per l'enorme sproporzionata dimensione del suo diametro di 7,28 metri che spacca la città in due parti e preclude nel contempo il passaggio delle auto alle sei strade che confluiscono o defluiscono nel cuore del centro storico». Detto questo, Cucullo si pente e afferma: «Io, Nicola Cucullo, oggi semplice cittadino di Chieti, ma pur sempre innamorato della mia Città, dichiaro di essere contrario alla realizzazione di qualsiasi fontana e, in prima istanza, suggerisco al sindaco di Chieti di desistere dal suo proposito per le seguenti principali motivazioni: 1) lo spazio: non ce n'è, tant'è che quanti abbatterono gli antichi edifici per costruire Corso Marrucino, non previdero alcuna fontana, proprio per non creare ostacoli alla viabilità ed all'ingresso del Teatro. 2) l'impatto architettonico: forte e negativo rispetto agli edifici esistenti, ivi inclusa la cupola della Chiesa di San Francesco. 3) la modernità della fontana: è incomprensibile e inaccettabile per la storia che ha Chieti e che pochi conoscono». Quindi conclude: «Propongo pertanto di ridare luce al Pozzo, patrimonio storico - archeologico - culturale di Piazza Valignani mettendo in evidenza le bellezze ipogee. Solo così si potrà restituire un pezzo di identità alla Città di Chieti. Con la mia più viva cordialità, dalla residenza "il Parco" di Pennapiedimonte». Firmato: Nicola Cucullo.