Non solo luci sul turismo di quest'estate che segna un aumento di presenze del 13. Non solo ombre su una stagione caratterizzata da visitatori sempre più attenti a servizi e disservizi. Il dato di questi mesi "caldi" 2014 è uno solo: Siracusa, e la sua provincia, sono una indiscussa meta turistica. Ma non basta. Ne sono convinti gli operatori del settore a partire dalle guide turistiche che, ancora una volta, evidenziano come occorra pianificare, programmare, definire eventi, servizi e quanto serva ad arricchire la voce "accoglienza". E ne sono convinti gli stessi turisti che affollano i dedali di Ortigia, ammirano gli intarsi barocchi di Noto, scelgono i litorali più suggestivi del sud della provincia o, ancora, si dedicano al piacere del gusto nel cuore della zona montana. D'altronde, dopo il fallimento del tentativo di fare dell'industria la monocultura economica del territorio, la strada intrapresa dalle amministrazioni è stata quella del turismo. Forte anche dei riconoscimenti Unesco per Siracusa e Pantalica e, prima ancora, per i gioielli del Val di Noto. Riconoscimento non sfruttato sino ad oggi come ex sindaci e sindaci attuali - con non poca difficoltà - devono ammettere. Eppur qualcosa si muove, oggi. A partire dal capoluogo che è tra le mete predilette del web anche per i prezzi ancora non da città d'arte. Lo stesso che, impietoso, segnala manchevolezze e degrado. Le critiche, però, sono costruttive. Lo sa bene il sindaco Giancarlo Garozzo impegnato, con la sua Giunta, in una rivoluzione culturale che parte proprio dall'accoglienza turistica. Tutto comincia con uno slogan lanciato nel corso di una seduta di Giunta proprio dal primo cittadino "Siracusa d'amare". Un cuore rosso stilizzato che campeggia nelle prime mappe turistiche della città e nei bus che, dopo anni di attesa, sono tornati a girare per le vie del centro storico. Una scommessa per l'amministrazione renziana che tenta la strada - in salita - di cambiare il volto di Siracusa per rendere la città accogliente, a misura di turista. A misura di residente. LA SCOMMESSA Il numero da cui il sindaco Garozzo parte è il 13 in più di presenze registrate a luglio rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Un dato che rivela come gli eventi funzionino. A luglio, infatti, per la prima volta la stagione degli spettacoli al Teatro greco si è allungata proponendo un'opera lirica e altri tre eventi nel segno della grande musica. «Una sfida - ha dichiarato Giancarlo Garozzo - che abbiamo raccolto con grande entusiasmo. E che ha dimostrato come sia questa la strada giusta da intraprendere: gli eventi hanno attratto visitatori e messo in moto la macchina economica legata al turismo. Ma sono stati anche apprezzati dagli stessi siracusani». Un successo che sarà riproposto il prossimo luglio con la seconda edizione del Festival Euromediterraneo firmato da Enrico Castiglione. Tra le ipotesi, ancora rigorosamente tali, vi sarebbe anche la scelta di non usare solo il Teatro greco per allestire spettacoli. Il Parco della Neapolis, infatti, vanta altri monumenti che hanno già ospitato eventi e che potrebbero farlo ancora. L'Ara di Ierone, per esempio. Ma anche l'Anfiteatro romano che è tornato al suo tradizionale stato di incuria dopo gli sforzi profusi dalla SOPRINTENDENZA, insieme con il Comune, per pulire per la prima volta dopo 30 anni questo Colosseo tutto siracusano. Aperto al pubblico, dopo decenni, anche il percorso lungo le Latomie di Santa Venera grazie alla spinta propulsiva del Fai di Gaetano Bordone e Sergio Cilea, e dei suoi appassionati soci, che in occasione delle Giornata di primavera avevano fatto scoprire questo tesoro soprattutto agli stessi siracusani. «Adesso dobbiamo fare di più - dice il sindaco - senza annunci ma con azioni concrete». La prima sarà la rivoluzione della gestione dei siti di competenza comunale: Artemision, Latomie dei Cappuccini, villa Reimann e Teatro comunale. L'idea è di un bando pubblico per aprire questi luoghi (l'Artemision è già gestito dalla società privata di Malfa vincitrice della gara) e far pagare il biglietto di ingresso per poterne assicurare la manutenzione. Come accade nel resto delle città culturali del mondo, dunque. SERVIZI E DISSERVIZI La nota dolente del turismo restano i servizi: trasporti pubblici, bagni, informazioni e quanto si legga alla voce "accoglienza". «Siamo consapevoli che vi siano tante carenze da colmare e che, certo, non siano tutte da addebitare al Comune - dice il vicesindaco Francesco Italia, assessore al Turismo e al centro storico - ed è inutile girarci attorno: siamo arrivati in ritardo con i bus navetta in Ortigia, ma ci sono. Il servizio, adesso, c'è». Italia parla di carenze ma soprattutto di prospettive. E lo fa analizzando il settore turistico anche nella sua veste di operatore. «Le critiche sono necessarie - dice - e noi le ascoltiamo con attenzione. Ma spesso quelle virtuali, che oggi sono al centro delle attenzioni, subiscono anche effetti umorali e commenti altrui. Noi cerchiamo di rispondere con i fatti e credo che sia indubbio che la città, in questi mesi, sia cambiata e stia cambiando ancora. A partire dalle iniziative che, dall'inizio dell'estate, hanno animato Ortigia e non soltanto». Italia, che cura anche la Rubrica all'Ecologia, accenna all'altra annosa questione legata all'accoglienza, non solo turistica: la pulizia della città. «Stiamo facendo piccole rivoluzioni - dice - basti pensare che, dopo anni, insieme con i volontari dei Ros abbiamo ripulito la Fonte Aretusa che oggi splende con una nuova illuminazione». Le segnalazioni dei turisti e dei siracusani riguardano, però, scorci umiliati da discariche a cielo aperto e ancora erbacce che ricoprono aree monumentali. E' il caso dello spettacolo di degrado che deturpa l'Arsenale greco o, ancora, piazza della Vittoria. E qui si torna a parlare di disservizi perché non è soltanto la manutenzione che manca ma pure la corretta segnaletica turistica e l'inserimento di siti considerati minori nei percorsi turistici tradizionali. Una vacatio dovuta all'assenza di enti preposti al turismo dopo lo scioglimento delle Aziende autonome e di quelle provinciali oltre che per le ataviche carenze di fondi regionali che costringono la SOPRINTENDENZA a razionalizzare uomini e risorse economiche per garantire l'apertura e la pulizia di musei e siti archeologici. Anche in questo caso, la strada da intraprendere è in salita e vedrebbe insieme enti pubblici e privati. LA SPERIMENTAZIONE Si chiamano totem e sono una novità tutta siracusana. Si trovano davanti ai luoghi turistici per antonomasia. E sono talmente divertenti che i visitatori sopportano caldo e file per "giocare" scoprendo Siracusa. Si tratta di strumenti mutimediali forniti dal Cnr che proprio nella città aretusea ha deciso di avviare una sorta di laboratorio per monitorare una maniera nuova di dare informazioni turistiche. Basta avvicinarsi e toccare lo schermo per ammirare ricostruzioni virtuali, consultare mappe e scattare fotografie da condividere sui social network. Ma i totem servono anche a monitorare i flussi turistici. «Un esperimento - dice Francesco Italia - che sarà poi proposto a Pompei. Siracusa, infatti, è stata scelta come luogo sperimentale per una nuova tipologia di fruizione di una città d'arte proiettata nel futuro e, dunque, capace di sfruttare le nuove tecnologie in maniera intelligente». ORTIGIA COME TAORMINA? Quando si parla di turismo in Sicilia non si può certo non pensare alla perla dello Ionio che ha fatto del mare e della bellezza un vero business. Tuttavia, non è Taormina il modello che l'amministrazione aretusea intende seguire. «Non vogliamo trasformare l'opportunità turistica in una professione - dice Italia - almeno, non solo quello. Siracusa e in particolare Ortigia, che è la meta turistica indiscussa per chi giunge in provincia, resta una città da vivere. per questo noi vogliamo migliorarla in termini di accoglienza ma non solo per i visitatori: anche per chi ci vive. Ortigia è un unicum, un luogo di vita vera». Passeggiare tra i vicoli dell'isola significa immergersi nella siracusanità verace fatta di profumo di bucato, di odore di salsa dalle finestre, di colori del mercato, di bambini per la strada. Un'isola viva che, proprio per questo, ammalia. «Non è un luogo per turisti - dice il vicesindaco - e io ho perfettamente impresso il ricordo di quando, tornato da Milano, ho scelto di vivere qui, nel cuore della Graziella. Qui ho trovato l'anima di Siracusa. L'anima di Ortigia». Ed è in questa direzione che volge l'azione del sindaco Garozzo e della sua squadra per rendere la città più vivibile. E pulita. NON SOLO SIRACUSA Sono soprattutto francesi, russi e, adesso, brasiliani i turisti che scelgono di trascorrere l'estate 2014 anche nella provincia aretusea. La Sicilia, infatti, si apre ai nuovi mercati turisti come è appunto il Brasile. Ma non dispiace ai visitatori affezionati: russi, inglesi, tedeschi e qualche giapponese. Gli stranieri che arrivano a Siracusa, però, lo fanno per un giorno al massimo. Il solito "mordi e fuggi". La novità, però, è rappresentata dal fatto che chi va via da Siracusa per soggiornare altrove, spesso resta nella stessa provincia e non sceglie più di trasferirsi nella zona etnea. E crescono le presenze nel cuore barocco di Noto che, anche quest'estate, registra un aumento di visitatori. Toccata e fuga - ma è sempre un successo in termini di immagine - a Palazzolo, Marzamemi e negli scorci del litorale più a sud dell'Isola che rimane una delle mete preferite degli amanti del tesoro blu. Non riesce a partire, invece, il turismo religioso che potrebbe avere fulcro a Siracusa con il Santuario della Madonna delle Lacrime. Mentre registra lieve aumento il numero di chi sceglie la zona montana per le sue prelibatezze enogastronomiche. Sono soprattutto i siciliani a riscoprire ristoranti e locali tipici dove la cucina diviene un'arte. E dove mangiare è anche un tuffo culturale. Altra strada in salita fare di questo tesoro un volano turistico. Ma, d'altronde, ogni lungo viaggio inizia sempre con un primo passo. 15082014