CAGLIARI. Sono quattro i macrointerventi previsti dall'assessore dei Beni Culturali Elisabetta Pilia per riorganizzare, sviluppare, promuovere i musei della Sardegna. Lo si è deciso in un incontro nella sala anfiteatro dell'ex assessorato Pubblica Istruzione con i direttori dei musei dell'isola. Dopo il confronto con le cooperative e le società di gestione dei complessi d'interesse locale nelle otto province, l'amministratrice ha illustrato le linee di intervento ai soprintendenti per i Beni architettonici e archeologici, ai direttori di Isre, museo di Villanovaforru, galleria comunale di Cagliari, Man di Nuoro, musei archeologici di Senorbì e Ozieri, museo di Storia naturale Aquilegia di Assemini, musei universitari, per citarne alcuni. «Il quadro attuale ha detto impone la necessità dell'avvio, da parte della Regione, di una revisione dei metodi e delle strategie: attraverso il confronto e la condivisione delle scelte con i rappresentanti regionali del ministero per i Beni e le attività culturali, gli enti locali e gli operatori». L'assessore nei prossimi giorni incontrerà anche gli amministratori locali per illustrare le nuove politiche regionali. Ecco le quattro misure previste nel programma fin qui predisposto. Per prima cosa, l'individuazione di requisiti minimi di qualità dei servizi e delle dotazioni dei musei, nel rispetto dell'Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei del decreto ministeriale del maggio 2001; poi la definizione di una procedura di riconoscimento dei musei e delle raccolte museali di ente locale da parte della Regione. Particolare attenzione è rivolta alla formazione del personale, che dovrà avere professionalità riconosciute e con precise competenze. C'è poi la definizione di una nuova mappa dei musei sardi nell'ambito di un sistema regionale, «che abbia un proprio logo e servizi integrati e condivisi (per esempio, un biglietto unico regionale)». «Il sistema si spiega in conclusione in una nota deve essere articolato su base territoriale e per tematiche differenti, per valorizzare le esperienze e la storia dei singoli luoghi. Deve essere predisposta una legge organica per il settore dei musei di ente locale e di interesse locale». L'obiettivo è delineare le funzioni della Regione, riordinare e armonizzare la normativa e i canali finanziari, oggi frammentati, per incrementare qualità ed efficienza dei servizi. Infine la creazione e la sperimentazione dei distretti culturali, definiti in base alla presenza di caratteristiche socio-culturali e di specializzazioni distinte in termini di offerta culturale dei territori regionali.