IL PROVVEDIMENTO di sequestro è stato firmato a fine luglio e subito dopo sono stati apposti i sigilli agli otto chioschi di ferro che da anni vendevano souvenir proprio davanti al Duomo di Monreale: ma due settimane dopo la convalida del sequestro da parte del giudice Marina Pitruzzella, lo spettacolo che si offre alla vista è desolante. I chioschi con tanto di cartello con su scritto "Sequestro" sono ancora lì. Le saracinesche sono abbassate, ma le strutture restano a ridosso della chiesa nonostante i sigilli siano stati apposti perché le bancarelle «realizzano un ingombro deturpante dell'intero complesso monumentale». Ma a cosa è servito sequestrarli se i chioschi sono rimasti al loro posto? Una domanda che si fa l'intera Monreale che a settembre attende l'arrivo degli ispettori dell'Unesco che dovranno decidere se l'itinerario arabo normanno di Palermo, Monreale e Cefalù può diventare patrimonio dell'umanità. Il giudice scrive a chiare lettere che «il sequestro preventivo appare l'unico mezzo praticabile al fine di arginare la situazione di illegalità e di danno per il monumento» e che ai sigilli alle bancarelle «dovrebbe seguire la loro immediata rimozione dalla piazza». A occuparsene dovrebbe essere la Soprintendenza che è stata nominata custode giudiziario: ma i Beni culturali non hanno né soldi né mezzi per farlo: «L'unica cosa che possiamo fare è scrivere ai proprietari dando loro l'ordine di rimuovere le strutture». Ma sembra improbabile che i titolari dei chioschi smontino di propria volontà: dietro alla collocazione dei chioschi c'è una storia lunga che passa attraverso un'autorizzazione che le strutture hanno ricevuto dall'amministrazione comunale e che ha fatto ritenere ai proprietari di essere in regola. Per anni, come si legge nel provvedimento di convalida, la Soprintendenza ha intimato all'amministrazione di revocare le autorizzazioni considerato che le strutture non hanno mai avuto il nulla osta dei Beni culturali. Ma i solleciti non sono serviti: secondo la Soprintendenza che aveva mandato l'ultima nota al Comune di Monreale il 5 giugno i chioschi sono abusivi nonostante la delibera di Consiglio comunale che assegna gli spazi. Il pm aveva addirittura chiesto il sequestro della piazza, ma il gip ha ritenuto sufficiente quello dei soli chioschi. Che adesso qualcuno dovrà smontare. «Lo spettacolo che offriamo ai visitatori è orribile dice Massimiliano Lo Biundo, cittadino ed ex consigliere comunale di Monreale credo che serva una conferenza di servizi che porti all'immediato smantellamento dei chioschi e alla loro ricollocazione in un'area adeguata: non si può ignorare che c'è chi è rimasto senza lavoro». sa. s.