Resta il nodo dei fondi Lo Sblocca Italia paralizza le Soprintendenze. Lo dice il premier Matteo Renzi: «Il colmo è che si fermano i lavori per i reperti archeologici». Il discorso dovrebbe riguardare anche Roma e la linea C. Anche se, finora, la lunga odissea della nuova metropolitana, solo parzialmente è dipesa dagli scavi archeologici. Il vero nodo, infatti, resta lo sviluppo futuro. L'amministratore, per ora, ha fissato un obiettivo minimo: arrivare fino al Colosseo. E, per centrarlo, sta utilizzando tutti i mezzi possibili. Anche lo «sblocco» dei 90 milioni da dare alle imprese, altro non è che una «rimodulazione del quadro economico dell'opera, che non altera il tetto di spesa previsto. Lo Sblocca Italia dovrebbe bloccare le Soprintendenze. E, quindi, impedire che i lavori per le metropolitane si fermino ad ogni ritrovamento archeologico. Lo dice il premier Matteo Renzi, da Napoli: «Col decreto le sue parole ci sarà una gestione diversa». Perché, insiste Renzi, « il colmo è che si bloccano i lavori perché si trovano dei reperti archeologici». Secondo il presidente del consiglio questo è «un paradosso»: «In tutto il mondo dice Renzi le risultanze degli scavi archeologici permettono ai passeggeri delle metropolitane di godere di cose che altrimenti non avrebbero mai potuto vedere». Mentre da noi, è il sottinteso, non è così. Ma a cosa si riferisce, Renzi? Il discorso cade su «Torino, Roma con l'operazione della linea C e Palermo: sono realtà che accederanno al finanziamento delle linee metropolitane». Perché, alla fine, il problema della metro C, finora, solo parzialmente è dipeso dagli scavi archeologici. Certo, ci sono stati degli «intoppi», come la famosa villa (con vasca annessa) ritrovata a San Giovanni, che ha costretto la «talpa» a cambiare percorso. Oppure, tra gli altri, i tre casi illustrati nelle foto qui in alto. Senza contare la «cancellazione» di tre fermate dal tracciato, quelle che dovevano essere comprese tra Colosseo e il lungotevere. Però, oggi, a mettere a rischio la realizzazione dell'opera non sono tanto gli scavi archeologici. Quanto, piuttosto, il suo sviluppo futuro. L'amministratore, per ora, ha fissato un obiettivo minimo: arrivare fino al Colosseo, poi si vedrà. E, per farlo, sta utilizzando tutti i mezzi possibili. Anche lo «sblocco» dei 90 milioni da dare alle imprese (fondamentale per la prosecuzione dei lavori e per evitare nuovi scioperi nei cantieri), deliberato dal Cipe lo scorso primo agosto, altro non è che una «rimodulazione del quadro economico dell'opera, che non altera il tetto di spesa previsto per il tracciato fondamentale (ClodioMazzini a Pantano, incluso il deposito Graniti) che si mantiene a 3.739,86 milioni di euro». Da dove arrivano, allora, questi soldi? «Le nuove spese trovano copertura con l'utilizzo delle somme appostate sulle voci imprevisti e altri accantonamenti». La coperta, alla fine, rimane corta. Per eventuali ulteriori «imprevisti» si dovranno trovare altre soluzioni. E poi c'è il nodo Colosseopiazza Venezia. Formalmente, il governo avrebbe già promesso 300 milioni per quella tratta, cifra però legata a due fattori: il pre-esercizio sulla tratta da Pantano a Centocelle (che, pur tra mille difficoltà, è in effetti partito nei tempi previsti) e poi la consegna del progetto esecutivo della stazione Venezia che al momento ancora non c'è. Ultimo, l'avvicinarsi a grandi passi della vera deadline della linea C: se entro il 31 dicembre 2016 (poco più di due anni) non arrivano altri finanziamenti, sia il Consorzio che Roma Metropolitane possono esercitare il diritto di recesso dal contratto.
Roma. Metro, Renzi accelera: no ad altri stop. I reperti archeologici non fermino la linea C
Riassunto in 200 parole:
Il premier Matteo Renzi ha affermato che il colmo è che i lavori per le metropolitane si fermano ad ogni ritrovamento archeologico. Secondo Renzi, questo è un paradosso, poiché in tutto il mondo le risultanze degli scavi archeologici permettono ai passeggeri di godere di cose che altrimenti non avrebbero mai potuto vedere. Renzi ha anche affermato che il problema della metro C non è tanto gli scavi archeologici, ma piuttosto il suo sviluppo futuro. L'amministratore ha fissato un obiettivo minimo: arrivare fino al Colosseo, poi si vedrà.
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