Sotto sequestro il parcheggio del bar MusicAle e le stanze dove operava un centro estetico cinese Sequestro preventivo del piazzale antistante il bar MusicAle e dei locali al primo piano dell'ex oratorio e barchessa di palazzo Gradenigo: la Procura di Padova contesta abusi edilizi all'interno dell'edificio oltre all'utilizzo come parcheggio dell'area esterna, vincolata insieme a tutto il complesso. La proprietà delle pertinenze del palazzo è della famiglia Vivarini. Titolare dell'inchiesta è il pubblico ministero Sergio Dini, che ha affidato le indagini ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio di Venezia: nell'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Domenica Gambardella, si vedono indagate, a vario titolo, cinque persone: Erminio e Giuseppe Vivarini come proprietario e usufruttuario dei beni, i dirigenti comunali Giorgio Meneghetti (in pensione dal primo luglio) e Mario Canton, e il locatario Alessandro Brugiolo, titolare del bar. L'attività di quest'ultimo non è coinvolta nell'indagine e il locale continua normalmente la sua attività. Da ieri mattina, tuttavia, nessun veicolo può più accedere al parcheggio: carabinieri e vigili urbani hanno apposto le transenne dove sono visibili i cartelli con il decreto di sequestro. Secondo l'ordinanza del Gip vi sarebbero gravi indizi per reati in ambito di abusi edilizi in capo ai Vivarini. In particolare vengono contestate "opere edilizie realizzate in assenza di idoneo titolo abilitativo e dell'autorizzazione tali da rendere pregiudizio alla conservazione del monumento". Si fa riferimento a una parete in vetro tra le scale e il primo piano dell'ex oratorio, l'apertura di una presa di luce in vetrocemento a pavimento, fori per l'areazione, impianto di condizionamento, pareti in cartongesso, bagno e controsoffitti al primo piano. Questa parte dell'edificio è inutilizzata da diversi mesi, dopo la chiusura del centro estetico gestito da cinesi. Ai Vivarini e ai due dirigenti comunali viene contestata la destinazione del giardino vincolato antistante la barchessa e l'ex oratorio a parcheggio pubblico, avendo omesso "opere finalizzate a impedire l'accesso ai veicoli e per garantire la corretta conservazione del monumento". A Brogiolo il Gip contesta, infine, l'utilizzo dell'area vincolata come plateatico attrezzato e parcheggio. Nell'ordinanza si fa riferimento ad atti di indagini dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio del 25 novembre del 2013, oltre che a una informativa del 3 febbraio 2014 dell'architetto Pezzetta, responsabile regionale della Sovrintendenza: i primi attestavano "lo stato di degrado e incuria" del monumento, mentre il secondo riferiva dei presunti abusi al primo piano delle pertinenze, risalenti al 2011, e l'utilizzo dell'area esterna come parcheggio.
PIOVE DI SACCO. Indagine per abusi al Gradenigo
La Procura di Padova ha contestato abusi edilizi e utilizzo illegittimo di un parcheggio pubblico in un complesso storico di Venezia. Il parcheggio del bar MusicAle e le stanze del centro estetico cinese sono stati sequestrati. La proprietà del complesso è della famiglia Vivarini. Cinque persone, tra proprietari, dirigenti comunali e un locatario, sono state indagate. L'inchiesta è stata affidata ai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio di Venezia. Vi sono gravi indizi di reati in ambito di abusi edilizi, tra cui opere edilizie realizzate senza titolo abilitativo e autorizzazione.
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