Il provvedimento varato dal ministro Franceschini accorpa le Soprintendenze e taglia 37 alti dirigenti creando poli museali regionali. Autonomia all'Accademia Rivoluzione in arrivo per le Soprintendenze, i musei statali e gli uffici periferici del Ministero dei Beni Culturali, con la riforma annunciata ieri a Roma dal ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini. Riforma che dovrebbe essere pienamente attuata in autunno e che anche in Veneto avrà conseguenze importanti con gli accorpamenti di diverse Soprintendenze, visto che uno dei capisaldi del provvedimento è anche la "spending review". La riorganizzazione è contenuta in un provvedimento che adesso dovrà essere deliberato dal Consiglio dei Ministri e che prevede una serie di importanti novità: al posto della Direzione generale per la Valorizzazione del Patrimonio culturale arriva una Direzione generale musei che avrà il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale, di favorire la costituzione di poli museali, anche con Regioni ed enti locali, di occuparsi della valorizzazione degli istituti e dei luoghi della cultura e di dettare le linee guida per le tariffe, gli ingressi e i servizi museali. In ogni Regione verrà creato un Polo museale, articolazione periferica della nuova Direzione generale musei cui faranno capo tutti i musei della Regione, che così non dipenderanno più dalle soprintendenze, come avviene attualmente. Inoltre, i 20 musei e siti archeologici più importanti del Paese saranno diretti da esperti in gestione dei musei che saranno scelti attraverso una selezione pubblica alla quale potranno partecipare interni e esterni all'amministrazione. Almeno tre posti dirigenziali su dieci saranno ricoperti da esterni. Nove dei 20 siti museali avranno un direttore dirigente di I fascia e tra di essi ci saranno le Gallerie dell'Accademia di Venezia, il Colosseo e l'area archeologica di Roma; Pompei, Ercolano e Stabia; la Galleria degli Uffizi; la Pinacoteca di Brera; la Reggia di Caserta; il Museo di Capodimonte; la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma; la Galleria Borghese. Per quanto concerne le soprintendenze, restano quelle archeologiche, che dipenderanno da quella centrale, mentre saranno accorpate le soprintendenze per i beni storico artistici con quelle per i beni architettonici. Cambiano ruolo le direzioni regionali, «declassate» e trasformate in Segretariati regionali del Ministero dei Beni Culturali, cioè uffici di coordinamento amministrativo che avranno competenze anche per il turismo e la promozione delle attività culturali. Sarà rafforzata l'attività di studio, formazione e ricerca delle strutture periferiche del Ministero, in particolare delle Soprintendenze, anche mediante convenzioni con le università, le scuole e gli istituti di formazione; «Con la riforma» ha sottolineato Franceschini «tagliamo 31 posti di dirigenti di II fascia e 6 di I fascia, misura prevista dalla spending review. Per quanto riguarda i Segretariati regionali, saranno diretti da dirigenti di II fascia e avranno funzioni di coordinamento delle diverse soprintendenze e degli altri livelli regionali settoriali del Ministero». Anche in Veneto le conseguenze non mancheranno, dopo che sia a Padova, sia a Venezia, sia a Treviso, non erano mancate alcune perplessità sul «ribaltone» in arrivo dai Beni Culturali. Il direttore regionale dei Beni Culturali del Veneto Ugo Soragni, è probabilmente destinato ad esempio prossimamente a lasciare il suo incarico, per assumerne probabilmente un altro di carattere ministeriale. Aumenterà invece notevolmente il peso della Soprintendenza ai Beni architettonici e Paesaggistici di Venezia guidata da Renata Codello, che accorperà anche le funzioni sulla tutela dei Beni artistici che prima facevano a capo alla soprintendenza al Polo Museale Veneziano e avrà quelle competenze dirette su restauri e gestione dei fondi che prima erano sotto il controllo della Direzione Regionale dei Beni Culturali. Le Gallerie dell'Accademia sono destinate di fatto a diventare un museo autonomo, guidato probabilmente da un manager esterno all'Amministrazione pubblica. Saranno accorpate in un unica Soprintendenza quella per Soprintendenze per i Beni Architettonici del Veneto Orientale e quella dei Beni Artistici e Storici del Veneto Orientale, assorbita dalla prima. Le Soprintendenze archivistiche regionali saranno assorbite, nei capoluoghi di regione, nelle direzioni degli Archivi di Stato e così il direttore dell'Archivio di Stato di Venezia Raffaele Santoro diventerà anche Soprintendente archivistico regionale, ereditando il ruolo ora ricoperta dalla dottoressa Erilde Terenzoni, destinata ad altro incarico. Anche se per quanto riguarda i dipendenti dei Beni Culturali non sono previste riduzioni d'organico, cambierà notevolmente sul territorio veneto la relativa organizzazione del lavoro. Una rivoluzione, insomma.
Rivoluzione nei Beni culturali i manager entrano nei musei
Il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini ha annunciato una riforma che accorpa le Soprintendenze e taglia 37 alti dirigenti, creando poli museali regionali. La riforma, che dovrebbe essere attuata in autunno, prevede la creazione di una Direzione generale musei che avrà il compito di attuare politiche e strategie di fruizione a livello nazionale. In ogni Regione verrà creato un Polo museale, articolazione periferica della nuova Direzione generale musei. I 20 musei e siti archeologici più importanti del Paese saranno diretti da esperti in gestione dei musei scelti attraverso una selezione pubblica. Almeno tre posti dirigenziali su dieci saranno ricoperti da esterni.
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