Sul tavolo della giunta la ristrutturazione del frontone con spazi commerciali L'iter è concluso: in caso di mancato via libera è prevista una pesante penale Incassata la vittoria su Padova Ovest, la nuova giunta comunale è chiamata a misurarsi con un nuovo caso project financing. Si tratta del recupero dell'avancorpo del Foro Boario in Prato della Valle e relativo parcheggio in piazza Rabin. Un'opera molto discussa (i primi atti risalgono al 1998) e contestata ma giunta, a inizio anno, al termine dell'iter autorizzativo con conseguenti impegni vincolanti dell'amministrazione nei confronti delle imprese coinvolte. Un processo, quindi, concluso dall'amministrazione guidata da Ivo Rossiche ora Massimo Bitonci si trova sul tavolo. Davanti al sindaco, a oggi, c'è un bivio: dare il via ai lavori o annullare la procedura facendo venire meno l'"interesse pubblico" riconosciuto all'opera. In questo secondo caso, però, il Comune è contrattualmente tenuto a pagare una penale salata: si parla di circa 3,5 milioni da riconoscere alle imprese coinvolte. Il project in Prato della Valle La finanza di progetto, e cioè la possibilità di costruire opere pubbliche attraverso investimenti di privati garantendo a questi ultimi la gestione dell'opera o di servizi ad essa collegati, non è uno strumento che Bitonci ama. Il primo cittadino lo ha detto chiaramente anche a riguardo del progetto del nuovo ospedale a Padova Ovest: project financing uguale Mose, ovvero malaffare. Stoppato l'ospedale vicino all'Euganeo, però, bisogna capire su quali leve Bitonci possa agire per fare retromarcia senza conseguenze. Il progetto prevede la riqualificazione di piazza Rabin e del Foro Boario di Prato della Valle. Si parla di un intervento da 18 milioni di euro per la ristrutturazione dell'avancorpo (con valorizzazione commerciale degli spazi), per la creazione di un parcheggio interrato su due piani (che secondo il progetto più ampio sarà capace di ospitare ben 600 automobili) e la riorganizzazione di un'area adibita a parcheggio per una quarantina di pullman turistici. Le aziende coinvolte, costituitesi in associazione temporanea, sono Parcheggi Italia, Cavagnis Costruzioni e Gallo. La mediazione A fine della passata legislatura, dopo l'ok della Soprintendenza alla soluzione proposta per lo sfruttamento commerciale del frontone, l'amministrazione ha trovato un accordo con gli aggiudicatari: via libera al recupero del frontone e tempo due anni per decidere se fare o meno il park interrato. Qualora, nel frattempo, la realizzazione dello stesso non risultasse più sostenibile economicamente, è prevista la rinuncia (da parte delle aziende) senza possibilità di rivalsa da parte dell'amministrazione. La posizione delle imprese «Dopo 11 anni di modifiche e successive rielaborazioni ora siamo in una specie di limbo» spiega Giacomo Cavagnis, presidente della Cavagnis Srl. «Il progetto esecutivo è stato approvato, con alcune prescrizioni specifiche dalla Soprintendenza già nel maggio 2013 ed attendiamo il Comune». Dopo innumerevoli polemiche e l'approvazione di un progetto che vede i due porticati laterali dell'avancorpo del Foro Boario chiusi da vetrate trasparenti e il meno impattanti possibile rispetto al ruolo di diaframma aperto che ha la struttura originaria, la società è ora pronta in poche settimane ad iniziare i lavori, salvo approvazione da parte del Comune. «Abbiamo firmato già nel 2009 un contratto con l'amministrazione cittadina per la realizzazione dell'opera e fino ad ora abbiamo scelto di cooperare nell'interesse di tutti» dichiara Cavagnis «e tuttavia chiediamo il rispetto di un contratto che è vantaggioso per ambo le parti». I costi e il contratto L'intervento è in completo project financing, cioè a totale carico delle tre aziende aggiudicatarie che, di contro, potranno gestire i proventi derivati dalle opere per 45 anni. «Anche dal punto di vista della finanziabilità dell'opera le cose sono molto cambiate» conclude il presidente di Cavagnis. «Quando è stata studiata la soluzione del recupero del frontone e del parcheggio in project financing il contesto economico era molto favorevole allo sviluppo di operazioni di questo tipo ora le difficoltà sono maggiori. Crediamo tuttavia di potere portare a termine i lavori entro gli 800 giorni previsti dal contratto e la crisi ci preoccupa solo relativamente: i cicli economici cambiano e 45 anni sono abbastanza per vedere la fine di questo periodo».
PADOVA - Project per il Foro Boario una grana da 3,5 milioni
Riassunto in 200 parole:
La giunta comunale di Padova è chiamata a decidere se dare il via ai lavori per il recupero del frontone del Foro Boario e relativo parcheggio in piazza Rabin. Il progetto, inizialmente approvato nel 2009, è stato oggetto di numerose polemiche e modifiche. Le tre aziende aggiudicatarie, Parcheggi Italia, Cavagnis Costruzioni e Gallo, hanno firmato un contratto con l'amministrazione per la realizzazione dell'opera in project financing, con un costo di 18 milioni di euro. Le aziende potranno gestire i proventi derivati dalle opere per 45 anni. La penale per l'annullamento della procedura è prevista di circa 3,5 milioni di euro.
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