Picasso, Licini, Pomodoro, Campigli, ma anche un quadro di Morandi. Sette capolavori di valore inestimabile tra i più quotati del '900 sono stati recuperati dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico di Monza che hanno sede nella Villa Reale. Nove sono le persone denunciate, ma soprattutto c'è stato un arresto davvero eccellente. L'operazione si è svolta in stretta collaborazione con l'Interpol. A finire in manette è stato un latitante ricercato da polizia e carabinieri da molti anni. Si tratta di un esperto di furti di opere d'arte che lavorava in campo internazionale. L'uomo deve scontare anche una pena di 14 anni di reclusione per traffico di stupefacenti e ricettazione. I dipinti sono opere uniche pronte per essere vendute clandestinamente in Italia e all'estero dove c'è un fiorente mercato cresciuto negli ultimi tempi. Le altre persone finite nella rete sono invece «semplici» mercanti d'arte e faccendieri che operavano in Lombardia, Piemonte, ma soprattutto Francia. Le opere d'arte erano state rubate a privati e a noti galleristi lombardi e piemontesi. Furti avvenuti a opera di specialisti che avevano usato sofisticate tecniche per eludere gli impianti d'allarme. L'indagine dei carabinieri era iniziata nel gennaio scorso. Claudio Zarantonello, 59 anni, il latitante finito dietro le sbarre, era riuscito a farla franca per diverso tempo. Lo ha tradito il bisogno di soldi per mantenere la vita agiata che conduceva tra le spiagge della Costa azzurra frequentando ogni sera locali e ristoranti alla moda, ma soprattutto costosi. Una vita davvero dispendiosa la sua. Viveva in una splendida e grande villa appena fuori Nizza in riva al mare. Da qualche tempo aveva rallentato le precauzioni per non essere scoperto e si dava alla bella vita. Così a tradire il latitante che spendeva 10mila di euro d'affitto al mese per la lussuosa dimora, piena di auto e di ogni comfort, è stato il tentativo di vendere un Giorgio Morandi, del valore di circa 500mila euro, per recuperare un po' di contanti e continuare così tra belle donne e automobili di grossa cilindrata. Ma sulle tracce della tela c'erano da qualche mese gli uomini dell'Arma che si occupa di tutela del patrimonio artistico. Da Monza con la collaborazione dell'Interpol e della polizia francese gli hanno teso una trappola. Lo hanno atteso fuori casa e appena passato il cancello della lussuosissima villa lo hanno arrestato. «Come avete fatto a trovarmi? - avrebbe detto, stupito -. Per un quadro? Non ci posso credere».