Inserito nel piano di alienazione dei beni immobili comunali con una variazione urbanistica: si potrà costruire un centro direzionale PADOVA. Il piano di alienazione annesso al bilancio 2014 dell'amministrazione del sindaco Massimo Bitonci prevede la vendita a privati di piazzale Boschetti, ora proprietà comunale. Sono 34 mila metri cubi di direzionale (uffici e una spruzzata di commerciale), una partita grossa: il fabbricato A comprende una superficie coperta di 665 metri quadrati disposti su quattro piani fuori terra, il fabbricato B una superficie di 495 metri quadrati disposti su 3 piani fuori terra. Svanite le illusioni sull'Auditorium, addirittura due progetti evaporati, uno del veneziano Alberto Cecchetto, messo in buca da un secondo dell'architetto austriaco Klaus Kada, il sindaco leghista taglia la testa al toro mettendo il dito su un auditorium-sala congressi nel comprensorio della Fiera. Questo svincola l'area Boschetti, dopo il trasloco della stazione delle corriere. Area libera, su cui continua ad aleggiare il profumo del pubblico interesse. Infatti, già il Prg del 1950 di Luigi Piccinato destinava a verde pubblico il piazzale quasi un presidio, un cuscinetto protettivo al di là del fiume del verde nobilissimo degli Scrovegni di Giotto. Poi Zanonato mette il cappello sulla zona, vuole l'Auditorium, una sala della musica di caratura regionale, capace di calamitare melomani e musicofili delle Venezie, lo vuole fortissimamente ma la realizzazione è faticosa, i progetti, restati sulla carta, si mangiano una valanga di euro, e poi sono resi difficili dalla situazione idrogeologica dell'area, satura d'acqua, proclive agli smottamenti, e dalle due palazzine liberty lungo via Trieste, blindate dalla Soprintendenza che non possono essere toccate. La destra, Giustina Destro in particolare, aveva in mente per l'Auditorium l'area di Prato della Valle e per piazzale Boschetti un piano che sembra il copia-incolla di quello di Bitonci. Dunque arriva Bitonci e, senza scomodare Alessandro Magno, taglia il nodo gordiano. L'area la comprano i privati. Non solo, il piano di alienazione allegato al bilancio ha il valore di variante urbanistica, quindi la decisione non dovrà nemmeno essere discussa in commissione, passerà liscia e indenne con una metafora oggi in gran voga: il salto del canguro. «Presenterò un emendamento - dice Andrea Micalizzi (Pd) vice presidente del consiglio comunale - chiedendo che il piano di alienazione venga stralciato e che sia oggetto di confronto in commissione. Una decisione di questo genere che cancella l'interesse pubblico su un'area che è stata al centro di polemiche, non può essere liquidata senza coinvolgere tutte le forze politiche». «E poi aggiunge abbiamo davvero bisogno di un altro complesso direzionale quando quello della Cittadella alla Stanga fatica a decollare?». Inoltre la liberazione di piazzale Boschetti dalle corriere della Sita ha creato attese sia nella destra che nel mondo ambientalista. Si aspettavano una destinazione a verde pubblico, un parco per passeggiare e giocare e non il cemento e il vetro degli uffici con vista sulla Cappella di Giotto.
PADOVA - IL CEMENTO DI GIOTTO Mettono in vendita piazzale Boschetti
Il sindaco di Padova Massimo Bitonci ha deciso di alienare piazzale Boschetti, un'area comunale, per costruire un centro direzionale. Il piano di alienazione è stato inserito nel piano di alienazione dei beni immobili comunali con una variazione urbanistica. L'area comprende 34.000 metri cubi di direzionale, tra uffici e commerciale. Il piano prevede la vendita a privati e non richiede la discussione in commissione. Il sindaco ha tagliato la possibilità di costruire un auditorium, che era stata proposta da Giustina Destro. L'area era stata destinata a verde pubblico nel 1950, ma poi è stata oggetto di polemiche.
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