Corinaldo (Ancona), 14 agosto 2014 - Una piscina romana riaffiora a Corinaldo. Prosegue con successo la campagna di scavi archeologici nei luoghi di Santa Maria in Portuno a Madonna del Piano di Corinaldo, che vede impegnati studiosi e ricercatori dell'Università di Bologna. Ben 10 ragazzi, sotto la guida del professor Lepore e ospiti del Comune di Corinaldo, stanno infatti portando avanti una serie di studi e ricerche sul campo con notevoli risultati e scoperte. Dopo una serie di valutazioni archeologiche preventive, gli scavi si sono concentrati su una porzione di terreno specifica, prevista inizialmente per l'estrazione di ghiaia ma ora preservata. Gli scavi hanno subito evidenziato e riportato alla luce una strada glareata che, con tutta probabilità collega la chiesa e il guado. Ma la scoperta, recentissima e sicuramente più interessante, è stata quella di una struttura dell'età Repubblicana romana realizzata con sistemi impermeabili. Forse una vasca o una piscina che hanno indotto i ricercatori ad abbandonare l'idea di una villa rustica, prevista inizialmente, e ipotizzare un edificio ancora più importante. "Siamo di fronte ad un sito archeologico di assoluto interesse e importanza - spiega il professor Lepore, coordinatore del progetto -. Grazie ai lavori di archeologia preventiva abbiamo individuato questo luogo. Il Consorzio Cavatori e in particolar modo il Presidente Antonio Mariotti hanno stralciato questo specifico tratto dai loro progetti di estrazione dandoci quindi la possibilità di lavorare e fare queste importanti scoperte. Un grazie va all'Amministrazione comunale che ospita, con vitto ed alloggio, i nostri ricercatori e che dimostra di sostenere e credere in questo progetto." I ricercatori alloggiano bnll'ex casa del custode del cimitero, gli scavi si fermeranno per alcuni giorni il 15 agosto per poi riprendere il 25 agosto fino al 5 settembre.
Corinaldo, dal sottosuolo riaffiora una piscina romana
A Corinaldo, in provincia di Ancona, è in corso una campagna di scavi archeologici nei pressi di Santa Maria in Portuno. Gli scavi, guidati dal professor Lepore e impegnati da 10 ragazzi dell'Università di Bologna, hanno riportato alla luce una strada glareata e una struttura dell'età Repubblicana romana. La struttura, ipotizzata come una vasca o una piscina, ha portato a rivedere le ipotesi iniziali sul sito archeologico, che sembrava essere una villa rustica. I ricercatori hanno ottenuto il permesso di lavorare sul sito grazie al Consorzio Cavatori e all'Amministrazione comunale, che ha fornito vitto e alloggio ai ricercatori.
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