L'ex sindaco di Venezia non ha dubbi. La proposta dal sottosegretario ai Beni culturali Borletti Buitoni non è la soluzione per salvare la città dall'assedio dei turisti: "Il ticket è inapplicabile" VENEZIA. "Sono i soliti coccoloni estivi. Il ticket è inapplicabile". Massimo Cacciari, ex sindaco di Venezia, non ha dubbi. La soluzione proposta dal sottosegretario ai Beni culturali Borletti Buitoni non è la soluzione per salvare la città dall'assedio dei turisti. Perché pensa che la soluzione non sia praticabile? "Per la semplice ragione che non esiste città al mondo che prevede un pedaggio d'ingresso, verrebbe anzitutto impugnato a livello Comunitario. In questi ultimi vent'anni abbiamo cercato di applicare varie imposte turistiche. Nessun'altra città ne tante come Venezia". A cose si riferisce? "Per anni ho chiesto l'introduzione della tassa di soggiorno, poi finalmente è stata introdotta. Un turista paga tutto di più, rispetto a qualsiasi altra città. Chi arriva in bus paga la Ztl, il biglietto turistico dei vaporetti costa 7,5 euro. E via discorrendo". Si potrebbe tassare anche chi arriva in treno? "Ottima idea. Ci avevo provato quand'ero sindaco, ma non c'è stato nulla da fare. Proposi di prevedere un'addizionale dello zero virgola qualcosa per i passeggeri diretti alla stazione Santa Lucia. Metà dell'addizionale sarebbe rimasta alle Ferrovie, metà al Comune. Ma non c'è stato verso, Moretti temeva venisse impugnato dall'Unione europea. Come vedete non è una questione semplice. Si fa presto a lanciare proposte impraticabili a Ferragosto". Poi c'è l'eterna questione del governo dei flussi: tutti vanno a San Marco e a Rialto... "È un problema complicatissimo. Molto è stato fatto con la realizzazione di nuovi approdi, soprattutto deviando gli arrivi al Tronchetto, ma è evidente che non è sufficiente. Arrivano in città 25 milioni di turisti all'anno. Soprattutto in agosto i tour operator organizzano puntate a Venezia di mezza giornata. Dove volete che vadano? È ovvio che finiscono tutti in Piazza San Marco. Quando ho degli ospiti in quelle giornate infernali, in cui le calli sono intasate, sapete che faccio?" Cosa professore? "Li porto a vedere posti incantevoli come la Madonna dell'Orto, San Pietro di Castello oppure il Ghetto. Luoghi meravigliosi, non proprio periferia. Dove non c'è praticamente nessuno. Bisogna lavorare di più con i tour operator, ma la gente di terraferma cammina poco. Non è più abituata all'uso delle gambe. E l'unico modo per scoprire Venezia è camminare. E comunque mi lasci dire una cosa. Non è questo il primo problema di Venezia, oggi". E allora qual è? "Eleggere un nuovo sindaco e dare un'amministrazione alla città. Non è pensabile che Venezia resti in queste condizioni fino alla prossima primavera. Serve al più presto un interlocutore politico, democraticamente eletto. La città ora è abbandonata a se stessa". C'è il commissario prefettizio. Non è sufficiente? "Sì, però non è pensabile di lasciare a lungo la città senza guida politica. Lancio un appello al governo perché preveda la possibilità di andare al voto entro la fine di quest'anno. Tutti parlano a sproposito. E va a finire che a nome di Venezia parlano amministratori come Francesca Zaccariotto, presidente di una Provincia abolita e Luca Zaia, un signore che è stato a lungo al governo della Regione con Galan. Basta! Bisogna accelerare, è urgentissimo l'insediamento di una nuova amministrazione".