I SOLDI arrivano, ma sono un terzo di quelli promessi. È questo l'amaro epilogo per il Teatro Comunale di Bologna, che da mesi attende da Roma i fondi collegati alle celebrazioni del suo 250esimo anniversario. Il semaforo verde è arrivato solo nei giorni scorsi, ma a sorpresa la cifra si ferma a 400mila euro. Ben distante dalle aspettative iniziali (visto che in un primo tempo si era parlato di 1,5 milioni, poi dimezzati). Il via libera definitivo risale alla scorsa settimana, quando le due commissioni di Camera e Senato hanno approvato i finanziamenti legati, tra le altre cose, a interventi «di tutela di beni culturali, che presentano gravi rischi di deterioramento» o legati «a celebrazioni di parti- colari ricorrenze». Si tratta, in realtà, della seconda tranche di un fondo nazionale da ben otto milioni di euro. Nella prima distribuzione, avvenuta lo scorso anno, l'ente lirico bolognese era rimasto a bocca asciutta. Scavalcato da altri interventi considerati da Roma più urgenti, come i lavori nella Biblioteca Palatina di Parma o nel Museo nazionale delle residenze napoleoniche a Portoferraio. Stavolta, invece, anche Bologna ha avuto la sua fetta. Ma decisamente più piccola del previsto. Basti pensare che a fine luglio il ministro della Cultura, Dario Franceschini, dopo un summit a sorpresa col sindaco Virginio Merola, aveva parlato di «800mila euro » ormai in dirittura d'arrivo. Seppur ridotto, il fondo rappresenta una boccata d'ossigeno per le casse del teatro di piazlione za Verdi. Dove non si contano gli allarmi sulla tenuta dei conti. A innescare la polemica con i finanziatori privati, accusati di non sostenere adeguatamente il teatro, è stato alle porte dell'estate l'assessore alla Cultura, Alberto Ronchi («non è possibile che dai privati arrivino solo 150mila euro» il suo appello). Tanto che Palazzo d'Accursio, a giugno scorso, ha dovuto anticipare i soldi per gli stipendi (600mila euro) nonché un prestito di 1,8 milioni (anticipo del contributo dello Stato, da restituirsi entro il 31 dicembre), oltre a un investimento di un mi- per lavori di manutenzione (a partire dalla terrazza che si affaccia su piazza Verdi). Per risolvere la crisi di liquidità dell'ente, il sindaco, che è anche presidente della fondazione, è andato in pressing sulle due grandi fondazioni bancarie della città. Il primo cittadino da poco ha consegnato ai vertici di Carisbo e del Monte il piano di risanamento del Teatro «in modo che possano valutare eventuali erogazioni di fondi». Ma la fase più difficile, ha assicurato più volte Merola, «è stata superata ».