DOPO la pubblicazione su Repubblica dei dati sulla spesa Ue in Sicilia il vicepresidente nazionale di Confindustria Ivan Lo Bello chiede di «mandare a casa» i burocrati che hanno portato la Sicilia a questo livello. E lancia un appello al governatore Crocetta e a tutta la classe politica: «Si metta al centro dell'agenda il dramma dei fondi non spesi mentre la Sicilia rischia di morire, un fatto inaccettabile». Di uguale tenore l'intervento del segretario della Cisl, Maurizio Bernava («Crocetta e Renzi facciano qualcosa di concreto invece lanciare slogan e fare demagogia»), e del segretario della Cgil Michele Pagliaro («la Regione non ha abbastanza risorse in bilancio per il cofinanziamento»). Industriali e sindacati puntano il dito contro la politica siciliana «incapace di spendere i fondi europei mentre l'Isola rischia di affondare». I dati regionali consegnati al presidente del Consiglio Matteo Renzi in vista della visita siciliana sulla spesa dei fondi Ue sono allarmanti: dei 4,3 miliardi di euro della programmazione 2007-2013, sono stati spesi appena 1,8 miliardi di euro, il 43 per cento. Entro dicembre 2015 la Sicilia dovrebbe spendere di più di quello che ha certificato nei precedenti sette anni. Una missione impossibile, che vede alcuni dipartimenti fermi al 13 per cento di spesa, come la Famiglia, o come i Beni culturali, il Turismo e le Attività produttive che si aggirano intorno al 20 per cento. Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Lo Bello, non usa giri di parole: «Devono andare a casa i burocrati che ci hanno portato a questo stato dell'arte dice la spesa dei fondi Ue è a livelli disastrosi e questo è inaccettabile, specialmente in un momento economico di crisi come questo». Secondo Lo Bello «bisogna distinguere due questioni: c'è una grave responsabilità dei dirigenti dice che purtroppo la legge del Duemila ha resto intoccabili. In questo caso occorre subito individuare le singole responsabilità: di fronte a una Sicilia che ha perso i 4 per cento del Pil non ci può essere clemenza per nessuno. Ma c'è anche un problema politico, che riguarda tutti, governo, Ars e rappresentanti dei partiti: nell'agenda del dibattito sentiamo parlare solo di rimpasto e non di iniziative per i giovani, le imprese e il futuro della Sicilia. Manca una strategia a tutti i livelli, mancano obiettivi chiari e si naviga a vista. Adesso però non si può più accettare una situazione simile». Il segretario della Cisl chiede a Crocetta di convocare un tavolo aperto alle forze sociali: «Non si programma nulla e non sappiamo in quale direzione stiamo andando dice Bernava non solo rischiamo di perdere centinaia di milioni di euro di fondi Ue, ma della nuova programmazione non sappiamo nulla. Il governo Crocetta non ci ha mai convocato, una scelta incredibile. Come pensa di sapere cosa ha bisogno la Sicilia senza chiedere un parere alle parti sociali e alle imprese?». Per Pagliaro della Cgil «dal Duemila in poi, in molte occasioni, abbiamo sprecato i fondi strutturali»: «Il governo Crocetta ha segnato un'inversione rispetto al passato, ma la prospettiva del futuro è nerissima. In più nei prossimi anni si perderanno altri posti di lavoro e non possiamo permetterci di perdere un solo euro di fondi Ue. Fa bene il governo nazionale a strigliare la Sicilia, fa bene Crocetta se rimuove i dirigenti lumaca. Ma importante è spendere i fondi Ue e so che ci sono problemi sul cofinanziamento, e temo che nel bilancio regionale attuale non ci siano le risorse». a. fras.
Fondi europei, l'attacco di Lo Bello: "Cacciamo i dirigenti"
Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Ivan Lo Bello, ha chiesto di mandare a casa i burocrati che hanno portato la Sicilia a uno stato di disastro economico. Ha lanciato un appello al governatore Crocetta e alla classe politica per mettere al centro dell'agenda il dramma dei fondi non spesi e per evitare che la Sicilia "mori". Lo stesso ha fatto il segretario della Cisl, Maurizio Bernava, e il segretario della Cgil, Michele Pagliaro. I dati regionali mostrano che la Sicilia ha speso solo il 43% dei 4,3 miliardi di euro della programmazione 2007-2013, mentre è previsto che la Regione spenda di più di quello che ha certificato nei precedenti sette anni.
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