Calli intasate. Bivacchi e pic nic a tutte le ore del giorno e della notte. Vaporetti carichi come carri bestiame. Talmente pieni che è scattato l'allarme igienico. Venezia è sotto assedio dei turisti. È una battaglia quotidiana, alla quale i veneziani non sanno più come fronteggiare. Sono 8 milioni l'anno i visitatori che si fermano almeno una notte in albergo, ma a passare per la città sono almeno 25 milioni. C'è anche chi dice oltre 30, in realtà è impossibile contarli. L'unica cosa che si riesce a contare sono i danni, anzitutto al patrimonio artistico. Che fare? La sottosegretaria ai Beni Culturali, Ilaria Borletti Buitoni, ha gettato il sasso nello stagno: «Venezia sta lentamente morendo di turismo, soffocata di turisti mordi e fuggi che lasciano poco o nulla alla città e la stanno letteralmente consumando ». Ergo? «Penso all'introduzione di un biglietto d'ingresso alla città». Corsi e ricorsi della politica: se ne parla dal 1983. Il primo fu il vecchio sindaco Mario Rigo che, di ritorno da un viaggio in Cina, fece un ragionamento profetico: «Cosa accadrà quando i cinesi inizieranno a girare il mondo? ». Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La sottosegretaria fa una proposta concreta, bisognerà vedere se praticabile: «Dovrebbero pagarlo tutti i turisti, tranne quelli che soggiornano a Venezia o che hanno meno di 25 anni. Il ticket inoltre potrebbe dare l'ingresso gratuito ad un museo cittadino». Un'ipotesi realizzabile? Luca Zaia, presidente della Regione, dice di no e lancia l'idea di un numero chiuso di turisti: «Abbiamo l'obbligo di garantire l'accesso a Venezia a tutte le classi sociali. L'idea di una Venezia "salotto buono" del turismo solo per pochi e vergognosa e vomitevole. Il vero tema non è quello dei balzelli, quanto quello di garantire visite a numero programmato». Zaia boccia il ticket e anche da Firenze, una città che subisce un'analoga invasione del centro storico, il sindaco Dario Nardella, considera «inapplicabile il biglietto d'ingresso». In laguna non è invece contrario il direttore dell'associazione albergatori, Claudio Scarpa: «I turisti pendolari ragiona intasano la città, costano di più in termini economici e lasciano di meno. Quindi è giusto trovare un modo per fargli pagare una sorta di ticket». Chi coltiva da anni l'idea di biglietto d'ingresso per Venezia è l'ex sindaco Paolo Costa, oggi presidente del Porto che pensa addirittura a una sorta di carta di credito giornaliera per acquisti riservata ai turisti "mordi e fuggi" che preveda il modo di far pagare anche ai visitatori giornalieri e alla popolazione che vive di turismo, i costi dei servizi. Contrari a penalizzare ulteriormente i turisti sono i commercianti della Confesercenti: «Sbagliatissimo», tuona il presidente Veneto di Assoturismo, Francesco Mattiazzo: «Si tratta dell'ennesima tassa su turisti già tartassati. Chi arriva in città, già paga già la tassa di soggiorno, la ztl per il bus e per le barche. È un vero disastro, senza contare che il biglietto del vaporetto costa 7,5 euro. Non possiamo esagerare». Già i vaporetti, sempre strapieni. Il loro via vai alimenta il moto ondoso, che danneggia in modo irreversibile rive e palazzi. Venezia è un francobollo, eppure nessuno rinuncia a prenderli. Quest'anno il numero di biglietti venduti è aumentato ancora. L'altro giorno due gruppi Facebook molto seguiti, hanno lanciato l'allarme igienico: «Sporco ovunque e continui ritrovamenti di insetti morti». L'Asl 12 veneziana ha risposto a stretto giro alla denuncia sui social, garantendo controlli e verifiche a bordo.
VENEZIA - "Venezia, ticket per i turisti mordi e fuggi"
Venezia è sotto assedio dei turisti, con oltre 25 milioni di visitatori all'anno. I danni al patrimonio artistico e la sovrappopolazione sono problemi gravi. La sottosegretaria ai Beni Culturali propone l'introduzione di un biglietto d'ingresso alla città, ma il presidente della Regione Luca Zaia rifiuta l'idea. Altri politici e commercianti si oppongono anche al biglietto d'ingresso, considerandolo una tassa aggiuntiva sui turisti. I commercianti della Confesercenti ritengono che i turisti già pagano molte tasse e che il biglietto d'ingresso sarebbe un ulteriore carico.
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