Intanto continua la polemica, sollevata dal critico d'arte Vittorio Sgarbi, per la mancanza di sicurezza e vigilanza per una tela che vale non meno di 5 milioni di euro. Nessun allarme in chiesa, o meglio: un allarme c'era ma non era possibile utilizzarlo per mancanza di fondi. "No no, questa cosa non è possibile. Ci abbiamo pensato a suo tempo, ma assicurare i tesori che ci sono sia nella chiesa di San Biagio che in quella di San Vincenzo è pressoché mpossibile. Ci sono tanti capolavori", risponde oggi don Gianni Gherardi, rettore di San Vincenzo. "Ci ponemmo a suo tempo il problema ma non è praticabile. Una forma di assicurazione sui furti nelle chiese è una cosa impossibile". Ad alimentare la polemica a seguito del furto è anche la Fondazione Cassa di risparmio di Modena, che una decina di anni fa ha finanziato il restauro di San Vincenzo che prevedeva anche il sistema di allarme. "Da allora - scrive in una nota il presidente Andrea Landi - non è mai giunta alla Fondazione alcuna ulteriore richiesta di finanziamento per il sistema di sorveglianza della cui gestione, evidentemente, la Fondazione non è in alcun modo responsabile. Mi auguro che questo episodio increscioso, purtroppo non isolato, serva finalmente a rendere tutti più consapevoli della necessità di una maggiore cura del nostro inestimabile patrimonio culturale". Ieri, a poche ore dal furto, Sgarbi puntò il dito contro la soprintendenza. Oggi replica Stefano Casciu, soprintendente ai Beni storici e artistici di Modena e Reggio Emilia: la Madonna del Guercino è "un dipinto notissimo e studiato, molte volte pubblicato e fotografato Il suo esatto valore commerciale non può essere quantificato trattandosi di un'opera fuori mercato che non può essere - in nessuna forma, nemmeno parziale - piazzata con facilità, dia pure illecitamente, né presso privati né tantomeno presso istituti museali italiani o stranieri". Sgarbi prende la parola anche oggi. Definisce il furto "una questione di Stato", e lancia un appello al presidente del Consiglio Matteo Renzi "perché venga presto ritrovato il capolavoro". Il critico mette discussione l'ipotesi di un 'committente d'elevato livello' avanzata dalle forze dell'ordine: "Lo escludo nel modo più categorico, al mondo non esiste nessun privato o museo che possa aver ordinato un furto di un'opera di questo tipo. Mi sembra solo un modo per scaricare responsabilità"