Castelvetrano. Un migliaio di persone al parco. Nei festivi rischia di chiudere Castelvetrano. Una visione suggestiva lunedì sera quella del tempio E del parco ARCHEOLOGICO di Selinunte le cui millenarie colonne sono state illuminate da sfumature che dal verde andavano al giallo e sino al viola. Un migliaio i visitatori, locali e turisti italiani e stranieri, fra cui intere famiglie con bambini e anziani al seguito, che hanno goduto, al riparo dalla canicola, alcuni gustando una granita e poi seduti su delle sedie già sul posto, dello spettacolo offerto dal tempio, realizzato fra il 490 e il 480 avanti Cristo e per una notte "abbagliato" oltre che dal gioco delle luci incassate a terra lungo l'intero suo perimetro anche da una grande e luminosa luna piena e dai flash di centinaia di macchine fotografie che hanno immortalato il momento. L'esperimento è stato valutato positivamente sarà replicato sabato sera. «L'apertura serale del parco ARCHEOLOGICO - dice Giovanni Leto Barone, direttore del parco ARCHEOLOGICO di Selinunte - fa parte degli scopi che mi sono prefisso quando ho ricevuto il mio incarico. Sono convinto che i luoghi di cultura debbano essere fruibili e alla portata di tutti perchè tutti devono potere godere delle bellezze dei beni culturali e monumentali. L'illuminazione del tempio E non è invasiva e nè fantasiosa, ma è rispettosa del luogo. Con i soldi ricevuti dall'azienda americana Google, che nei giorni scorsi ha tenuto qui un suo evento, abbiamo potuto effettuare la manutenzione straordinaria del sistema di illuminazione, realizzato alla fine degli anni Novanta e ripulire l'area dalle sterpaglie». Soddisfazione per il numero di visitatori notturni al parco ARCHEOLOGICO di Selinunte si è detto pure il sindaco Felice Errante che ha auspicato che l'apertura serale del sito «possa diventare permanente dal prossimo anno, anche grazie alla prevista autonomia gestionale che avrà il comitato tecnico-scientifico». Intanto, però, a causa della carenza di soldi il direttore Giovanni Leto Barone ha delle grane da risolvere fra cui quella della impossibilità di tenere aperto nei festivi, dallo scorso 3 agosto, il sito ARCHEOLOGICO delle Cave di Cusa, a Campobello. «Non abbiamo il personale - ammette Leto Barone -. La Regione non ci dà le risorse per compensare le giornate che vanno oltre quel 30 dei festivi che devono essere effettuate. Per lo stesso problema il parco ARCHEOLOGICO di Selinunte nei festivi sarà aperto sino alla metà del prossimo mese di settembre, poi, se non sarà trovata una soluzione nostro malgrado nelle giornate festive saremo costretti a chiudere». 13082014